Tante novità in pentola da Congusto!

logo fbAd affiancare gli chef d’eccezione che compongono il parterre di docenti Congusto due speciali new entries: lo chef del ristorante “Taglio” di Milano Domenico della Salandra e il relatore, famoso critico enogastronomico ed esperto di analisi sensoriale, Davide Oltolini. Due nuove figure che contribuiscono, insieme allo chef e coordinatore didattico Roberto Maurizio e agli chef Massimo Moroni, Viviana Varese ed Andrea Bevilacqua, ad arricchire il corpo docenti della Scuola di Cucina nei corsi professionali, uno su tutti “Futuri Chef”, rendendoli ancora più completi ed articolati.

Gli aspiranti chef e pasticceri avranno la possibilità di acquisire il bagaglio teorico e pratico che possa consentire loro un inserimento diretto nel mondo della ristorazione e della pasticceria, attraverso i nostri corsi professionali “Futuri Chef”, patrocinato da APCI (Associazione Professionale Cuochi Italiani), e “Futuri Pasticceri”.

Qualità della didattica: ecco il denominatore comune dei corsi di cucina Congusto della nuova stagione settembre 2014 – gennaio 2015 appena iniziata. La Scuola è pronta a soddisfare le richieste dei palati più esigenti. L’offerta formativa si arricchisce sia di corsi, per appassionati e per futuri professionisti, sia di docenti ed esperti del settore.

Congusto continua a perseguire l’obiettivo di promuovere e diffondere la cultura della buona tavola, cercando di migliorare e perfezionare il ventaglio di corsi offerti al pubblico e concentrandosi sempre di più sul perfezionamento della didattica. Per fare ciò, è sempre più attenta a promuovere e divulgare la propria mission attraverso i social networks. Congusto è infatti attiva, tra gli altri, su Facebook (fan page Congusto), Twitter (@ClubCongusto, #cucinacongusto), Instagram (ClubCongusto). Potrete trovare tante rubriche (#ricettadelgiorno), news e consigli degli chef… Seguiteci!

food lovers e coloro che coltivano da tempo il desiderio di cimentarsi ai fornelli per passione si troveranno nel posto giusto. Congusto, sempre attenta alle tendenze del gusto, del design e del ricevere, ha una proposta adatta ad ogni esigenza. La Scuola ha creato un ampio calendario di corsi tematici e di percorsi che soddisferanno le molteplici richieste: dei veri e propri laboratori del gusto.

In vista di #Expo2015 è stato creato anche un percorso di lezioni sui temi della sostenibilità e della nutrizione: Ecofriendly in cucina, La cucina milanese con gli occhi di Giò Ponti (un nostro must, dedicato al capoluogo meneghino), Cucinare bio e vegetariano e Menù bio e 

Tra novità e tradizione, fatevi conquistare dalle nostre esclusive proposte.

(A cura di redazione.cucina@congustomagazine.it)

Al via la 5° edizione del corso per “Futuri Chef”!

chefAl via il prossimo lunedì 15 settembre la 5° edizione di “Futuri Chef”, il corso professionale pensato per chi desidera intraprendere una carriera nel mondo della ristorazione, nato dall’esperienza dei più grandi esperti di enogastronomia e patrocinato da A.P.C.I., l’Associazione Professionale Cuochi Italiani.

In un mestiere come quello di chef non ci si improvvisa: diventare Cuoco Professionista esige un percorso di formazione complesso ed articolato ad hoc, che solo “Futuri Chef” offre.

Il settore della ristorazione non conosce crisi ed è in continua espansione. Quella di Congusto è un’offerta formativa professionalizzante ed immediatamente spendibile nel mondo del lavoro.

“Futuri Chef” è un corso completo, concepito per formare aspiranti chef con competenze che spaziano dalla conoscenza e scelta delle materie prime, alle basi della Cucina Classica Italiana, all’apprendimento di tecniche di base, all’utilizzo di strumentazioni, il tutto completato dall’acquisizione di nozioni di nutrizionismo e di etica professionale. E’ rivolto a tutti coloro che vogliono intraprendere la professione di chef, senza esperienza o con una breve esperienza nel settore ristorativo. L’accesso al corso è consentito ad un numero massimo di 12 partecipanti per garantire il pieno coinvolgimento di tutti gli allievi nelle fasi operative delle lezioni.

Tra i docenti del corso troviamo i nomi di Massimo Moroni, Roberto Maurizio, Viviana Varese, Domenico della SalandraAndrea Bevilacqua, Davide oltolini, oltre a noti professionisti della cucina e della cultura culinaria.

Il corso è strutturato in 12 settimane per un totale di 20 lezioni, oltre ad uno stage di 1-2 mese/i (facoltativo) svolto presso importanti ristoranti/strutture convenzionati con la Scuola. L’attivazione dello stage sarà possibile previa verifica dei requisiti richiesti a norma di legge. Al termine del programma formativo è previsto un esame finale presso la sede di Congusto, a cui accedono solo gli allievi che hanno frequentato almeno il 80% delle lezioni previste. Superato l’esame, sarà rilasciato un attestato di frequenza con il patrocinio di APCI. La frequenza è bisettimanale, lunedì e martedì,  dalle ore 9.30 – 13.00 e dalle ore 13.30 – 16.30.

Per la realizzazione di questo corso Gourmet Institute si avvale della collaborazione di importanti sponsor, quali THL Careers e Chef di Cucina Magazine, attraverso la presenza sui loro portali e la promozione e divulgazione mediante strumenti mirati al riposizionamento nel mondo del lavoro.

Sono già iniziate le selezioni per la prossima edizione di gennaio 2015! Gli interessati possono inviare il loro CV all’indirizzo: professionale@gourmetinstitute.it

(A cura di redazione.cucina@congustomagazine.it)

E’ nato il “T’a Milano Store & Bistrot”

localeIn attesa di poter vivere anche noi l’esperienza di T’a Store & Bistrot, ecco come nasce il locale firmato da una famiglia che di Milano ha fatto la storia.

Tancredi e Alberto Alemagna inaugurano il primo T’a Milano Store & Bistrot. Il locale, che dell’azienda cioccolatiera dei fratelli Alemagna porta il nome, è molto più di un punto vendita.

Come spiegano Tancredi e Alberto, “T’a Milano Store & Bistrot è un concept che avevamo in mente sin da quando, sette anni fa, abbiamo fondato il nostro marchio. Abbiamo da subito voluto che l’artigianalità del processo produttivo sposasse qualità e design in tutte le diverse anime dell’azienda. T’a Milano Store & Bistrot è il luogo in cui tutto questo finalmente prende forma: nella pasticceria e caffetteria sofisticata, nel ristorante gourmet, nel raffinato cocktail bar, nel flagship store. Si tratta di un concept che ha le sue radici nella tradizione culinaria italiana, ma dal respiro internazionale. Per questo il primo T’a nasce nella nostra Milano, ma stiamo già valutando l’esportazione del format, in toto o nelle sue singoli parti. Grazie alla nostra esperienza siamo in grado di adattarlo alle diverse specificità dei singoli paesi“.

In via Clerici 1, di fianco allo storico Palazzo Clerici, gli Alemagna rendono omaggio allo stile, al gusto e al design italiani. T’a Milano Store & Bistrot è un luogo raffinato in cui ogni dettaglio è studiato per sedurre e coccolare gli ospiti volendo rappresentare un’attrattiva per il milanese come per il visitatore internazionale. Così le lampade, i tavoli e le sedute in velluto sono pezzi unici ideati dallo Studio Vincenzo De Cotiis Architects, che firma l’interior design di tutto il locale. I banchi e gli altri arredi sono perfettamente armonizzati nell’ambiente, che ospita 60 coperti, reso unico dai prestigiosi marmi e dagli speciali rivestimenti in gesso che arricchiscono pareti e soffitti. Un’attenzione particolare è stata riposta anche nell’illuminazione che concorre a creare l’atmosfera unica di T’a. “Nel progettare il primo spazio T’a” – spiega De Cotiis – “ho immaginato di coniugare la storica eleganza della famiglia Alemagna con la classica atmosfera del ristoro milanese degli anni 60; una serie di contrasti architettonici, ma di chiara lettura contemporanea”.

LA CUCINA “NASCOSTA” DI T’A

T’a Milano Store & Bistrot  celebra l’Italian lifestyle non solo nelle sue sale raffinate,  ma anche nel luogo che probabilmente più di ogni altro ci fa amare all’estero: la cucina. Le cucine di T’a Milano, nel senso letterale del termine, sono un’attrazione in sé. Poste nel piano inferiore del locale sono state ricavate da un antico caveau riconoscibile dai massicci portoni in ferro. Qui lo chef bresciano Umberto Vezzoli custodisce i segreti dei piatti creati per T’a Milano. Come l’innovativo utilizzo del burro di cacao, ad esempio, che grazie alla sua derivazione vegetale consente una cottura morbida, digeribile e rispettosa del gusto originale dei singoli ingredienti. Con sapienza tutta italiana la vocazione per il dolce di Tancredi e Alberto Alemagna si unisce, quindi, a ricette di derivazione internazionale. Vezzoli, forte delle sue esperienze in Europa e Giappone, ha studiato per gli Alemagna ricette che uniscono la tradizione culinaria delle regioni italiane a piatti tipici del resto del mondo, come, ad esempio, il “milano/tokyo” (risotto milanese con tartare di tonno) o gli Art Club Sandwich (dei “club” presentati in maniera assolutamente originale) per un menu che mescola con grande eleganza qualità, sapore e colore.

Lo Chef

Umberto Vezzoli, bresciano, classe 1961. Inizia a lavorare in Italia tra Brescia, Verona e Trento, ma ancora giovanissimo si trasferisce a Berlino e poi in  Giappone dove apre e gestisce per la Tyk Corporation di Tokyo, tre ristoranti di cucina italiana sparsi sull’isola nipponica. Torna in Italia come executive chef all’Hotel Palace di Milano. Insegna all’Istituto Arti Culinarie Etoile di Venezia e collabora come autore a molte riviste e guide specializzate. Per la mostra I Mestieri d’Arte alla scoperta del Futuro alla Triennale di Milano, 1992 ideò la sezione La cucina invisibile. E’ stato recentemente insignito  del prestigioso Grand Cordon d’Or de France, della Comunità Europea Cuochi e della Chaine des Rotisseur.

L’APERITIVO COME A NEW YORK

Il bancone, tutto comincia da qui. Anche nella carta dei cocktail i fratelli Alemagna hanno riposto grande cura e attenzione lasciandosi guidare dalla filosofia del marchio. I barman hanno così creato cocktail d’ispirazione, italiani e internazionali, ma elaborati pensando al mondo del cioccolato, del dolce e dei profumi tipici di T’a. L’aspirazione di Tancredi e Alberto Alemagna e il loro consiglio a chi sceglie T’a Milano per la cena, è di recarsi mezz’ora prima dell’orario di prenotazione per accomodarsi al bancone e gustare un cocktail osservando i barman all’opera. Quello stesso drink potrà poi essere portato al tavolo perché, proprio come accade a New York, la carta dei cocktail di T’a Milano è pensata per accompagnare la cena tanto quanto l’ampia selezione di vini italiani ed esteri.

OGNI MOMENTO E’ BUONO PER LASCIARSI TENTARE

Le  raffinatezze che riserva T’a Milano Store & Bistrot  non sono limitate a cena e aperitivo, ma si estendono al lunch e soprattutto ai momenti “dolci” della giornata, quelli forse più legati al peccato di gola e alla coccola, come la colazione e il tea time. Saranno in questo caso la cioccolateria e l’alta pasticceria a farla da padrone tentando il cliente con dolci sorprese da consumare al momento o da portare a casa. Da T’a Milano è possibile trovare creazioni uniche e lussuose create appositamente per il flagship store. Per i più affezionati estimatori del marchio e per i turisti amanti dell’alta qualità made in Italy, i fratelli Alemagna hanno creato i luxury box che raccolgono diverse selezioni di prodotti dell’azienda cioccolatiera milanese.

(Fonte: Studio Contatto Ufficio Stampa T’a Milano)

Tante novità al Festival del Brodetto 2014

brodoCooking show, musica, convegni, lezioni di cucina, degustazioni, corsi, giochi…tutto quello che accadrà al Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce (al Lido di Fano dal 12 al 14 settembre 2014) fa riferimento al mondo della pesca, della tradizione marinara e della cultura enogastronomica locale, nazionale ed internazionale, ma promette, ogni anno di più, di stupire gli ospiti.

Saranno tante, infatti, le novità che caratterizzeranno questa 12° edizione del Festival Internazionale del Brodetto e delle Zuppe di Pesce, sempre più “social”, sempre più ricco, sempre più internazionalmente “geolocalizzato” perché abbattere davvero le frontiere significa anche non dimenticare mai il territorio e la cultura che lo contraddistingue. Ecco allora che nasce la Spiaggia del Gusto 2.0 nella quale ogni operatore dei vari stand-ristorante fanesi, potrà presentare al pubblico la cucina di un suo collega non fanese. Ed ecco nascere, sulla base della stessa filosofia, la Gara Internazionale di Brodetto in cui l’Italia sarà rappresentata da due marchigianissimi e pluristellati chef: Mauro Uliassi e Moreno Cedroni. Ecco anche arricchirsi l’offerta gastronomica e turistica con il Fuoribrodetto, inziativa per cui tutti i locali del territorio, dal 1 settembre al 12 ottobre, saranno chiamati a servire brodetto, aperitivi di pesce o organizzare serate di abbinamento brodetto/vino ispirandosi al Festival, il tutto a prezzi convenzionati. Ed ecco, infine, nascere il Bloggerday: sull’onda delle innovazioni mediatiche degli ultimi anni, il Festival dedica una intera giornata al mondo dei Food Blogger con l’intento di sviluppare nuovi linguaggi ed approfondire un ambito in costante crescita.

(Fonte: Echo Ufficio Stampa Festival del Brodetto e delle Zuppe di pesce)

Il gazpacho con fantasia!

gazphacoQuello di pomodoro è un classico dell’estate mediterranea: partito dalla natia Spagna, il gazpacho ha conquistato anche gli italiani perché è fresco, leggero e dissetante. E anche perché è adatto in tante occasioni: dalla pausa rigenerante  al pranzo rinfrescante all’aperitivo healthy. Adesso, poi, dice Assolatte, c’è un motivo in più per “farsi” un bel bicchierone di gazpacho: è il modo più gustoso e facile per consumare più verdure, avvicinandosi così (praticamente senza accorgersene) al traguardo delle 5 porzioni quotidiane, necessarie per abbassare il rischio di infarto, diabete, ictus e per prevenire alcuni tumori, come afferma l’University College di Londra. Se poi agli ortaggi si aggiungono latte, yogurt o formaggi, si ottiene una ricetta completa, che fornisce un bel mix di proteine, vitamine, minerali e fibre, aiutando a combattere il caldo, a rivitalizzarsi e depurarsi.

Il gazpacho non solo è saporito e dissetante, sano e nutriente: sa anche essere davvero sorprendente. E per almeno un paio di motivi: lo si può preparare in modo creativo, partendo da verdure diverse e abbinandole a latticini differenti in un intreccio di sapori, aromi e consistenze tutte da scoprire, come suggerisce Assolatte, che propone 5 ricette di gazpacho insoliti, realizzati con ortaggi di stagione e latticini.

Gazpacho di pomodoro e MOZZARELLA

Lavare sotto l’acqua bollente 600 g di pomodori, scolarli, inciderli a croce e spelarli con cura. Infine tagliarli a cubetti e frullarli con il mixer a immersione insieme a 2 fette di pane casereccio tagliate a dadini, 1 spicchio d’aglio sbucciato, 1 gambo di sedano tagliato a pezzi. Aggiungere a poco a poco olio extravergine a filo, sale, pepe e 1 cucchiaio d’aceto. Versare il gazpacho in 4 bicchieri da cocktail e adagiare su ognuno, al centro, i dadini ottenuti tagliando 2 mozzarelle. Lavare e tagliare a cubetti 1 cetriolo. Sistemare i cubetti sui bicchieri attorno alla mozzarella. Condire con un filo di olio e guarnire con foglie di basilico.

Gazpacho di carote e YOGURT COLATO

Tagliare a rondelle 800 g di carote e farle lessare in acqua salata per 20 minuti insieme a un cucchiaino di semi di anice. Mettere in un recipiente alto e capiente 1 cucchiaino di miele, qualche foglia di maggiorana fresca, un pizzico di zenzero grattugiato, sale e pepe. Unire le carote e 250 g di yogurt greco. Frullare con il mixer a immersione.

Gazpacho di cetriolo e LATTE

Sbucciare un cetriolo e frullarlo insieme a 2 cipollotti, una manciata di foglie di menta, 1 dl di latte, 400 g di yogurt compatto, sale e pepe.

Gazpacho di peperone verde e PROVOLETTA

Tagliare a pezzetti 1 peperone verde, 1 cetriolo sbucciato, 150 g di provoletta, 1/2 cipolla e 2 fette di pancarrè. Passare tutto al mixer con 3 dl di brodo, 1 cucchiaio di aceto, sale e pepe. Frullare sino ad ottenere un composto liscio e cremoso e consumare tiepido oppure freddo.

Gazpacho di barbabietola e YOGURT

Tagliare a pezzi grandi 600 g di barbabietola cotta e 100 g di cetriolo. Metterli in un recipiente a chiusura ermetica insieme a 50 g di mollica di pane imbevuta in aceto balsamico. Aggiustare di sale e lasciare riposare in frigorifero per 12 ore. Quindi mettere nel frullatore, versando a filo 100 ml di olio extravergine di oliva finché si ottiene una consistenza densa e morbida. Tenere il gazpacho al fresco e consumarlo freddo.

(Fonte: Ufficio Stampa Assolatte)

Una serata speciale all’insegna della leggerezza e dell’estate a… La Ciribiciaccola

ciribiciaccola00Le scoperte gourmet di Congusto non si fermano neanche d’estate. Siamo stati di recente a cena presso il ristorante “La Ciribiciaccola” di Milano, delizioso bistrot rustico situato nella storica Porta Romana.

La serata è all’insegna della leggerezza e della freschezza, vista la stagione, e così anche il menù proposto. Caratteristica distintiva del ristorante è proprio il menù legato alla qualità delle materie prime fresche di stagione. Tutte le portate sono preparate con prodotti freschissimi e si nota sempre in ogni piatto il tocco creativo, la cura e la personalità dello chef.

La nostra degustazione inizia con un “Carpaccio di cavallo con cicoria al salto e citronette al timo” e prosegue con una meravigliosa “Tartare di Fassona piemontese al coltello con olive taggiasche, cetriolo e mousse di balsamico”.

Lo chef ci regala anche un momento di cucina in sala, con la preparazione di un delicato “Pollo al whisky su letto di misticanza asiatica” preparato “alla lampada” davanti ai nostri occhi.

Per completare il menù, ci siamo concessi un assaggio della fresca e golosa “Creme brulé alla liquirizia” e di un estivissimo “Floutant con concassè di mango e fruit passion”. Anche il dessert si rivela ricercato e mai banale, nel gusto e nella presentazione. Da migliorare forse il servizio in sala e la carta dei vini.

Una serata piacevole all’insegna dell’alta cucina, in un ambiente informale ma ricercato, accolti dalla cortesia del personale e dello chef.

Salutiamo così la nostra Milano per dirigerci verso nuove mete estive e soprattutto… verso nuove frontiere del gusto, sempre alla ricerca di spunti creativi gourmet!

(A cura di redazione.cucina@congustomagazine.it)

Adolescenti promossi a colazione: solo il 5% la salta

comincio-beneUn’indagine dell’Osservatorio Doxa-AIDEPI “Io comincio bene” – ideato per  monitorare la colazione e i suoi cambiamenti nel tempo –  fotografa il primo e fondamentale pasto della giornata della famiglia italiana.  La buona notizia è che rispetto allo scorso anno cala drasticamente (dal 16 al 5%) il numero dei ragazzi che la saltano. Anche grazie all’esempio dei genitori: se loro fanno colazione aumenta del 50% la propensione dei figli a farla…

La prima colazione in famiglia è e resta uno dei simboli dell’identità familiare. Un vero e proprio rito che nonostante impegni e orari diversificati, resiste, al pari del pranzo della domenica, a ogni cambiamento sociale. E’ quanto emerge dall’indagine “La prima colazione in famiglia? Fa bene alla famiglia ” realizzata dal neonato Osservatorio Doxa-AIDEPI “Io comincio bene” che fotografa gli atteggiamenti di 9 milioni di nuclei familiari, quelli con bambini e ragazzi tra i 5 e i 24 anni (37% del totale della popolazione). Oggi 1 famiglia su 3, praticamente ogni giorno, si riunisce al gran completo a colazione e 1 su 2 consuma questo pasto almeno in presenza di un genitore.
Esiste infatti un vero e proprio “fattore famiglia” che influenza, positivamente, l’approccio al primo pasto della giornata. Quando la si vive con i propri parenti, ad esempio, la prima colazione non la salta quasi nessuno: il 91% dei componenti la fa, si cerca di farla durare un po’ più a lungo (35%, che secondo i ragazzi sale al 64%), si preferisce godersela a casa (scelta condivisa dall’84%), mangiando quasi sempre  (8 volte su 10) gli stessi prodotti o addirittura le stesse marche all’interno del nucleo familiare.
A servirla sono spesso i genitori (quasi sempre la mamma) ma anche i ragazzi sono abituati (37%) a prepararsi da soli quello che serve. Quando si è insieme a colazione, la tv resta un po’ più spenta (22% dei casi contro il 30% delle media nazionale) e 3 volte su 4 (76% dei casi) è l’occasione ideale – una delle poche nel corso della giornata – per dialogare.

IL 95% DEGLI ADOLESCENTI FA COLAZIONE: ECCO I PRODOTTI PIU AMATI
Ma torniamo ai risultati dello studio. Una buona notizia viene anche dai dati sul consumo del primo pasto della giornata da parte dei ragazzi: i giovani (15-24 anni) che saltano la prima colazione scendono dal 16% al 5% rispetto allo scorso anno.
Un dato in grande crescita se pensiamo che nel 2013 erano “solo” l’84% e che dimostra come la lotta al fenomeno del “breakfast skipping” da parte dei nutrizionisti e delle numerose campagne di informazioni sta prendendo piede soprattutto tra le fasce più giovani della popolazione.
Inoltre, a conferma di una sempre maggiore attenzione a cominciare bene la giornata, l’indagine evidenzia come rispetto allo scorso anno sono aumentati i giovani che fa colazione “solamente a casa”: oggi sono il 78%  mentre nel 2013 erano il 61%.
Tra i prodotti più amati dai giovani che vivono in famiglia ci sono al primo posto con distacco i biscotti (66%), seguiti dai cereali/muesli (13%),da pane/fette biscottate con marmellata/crema spalmabile (10%), merendine/brioches/croissant confezionati (6%), frutta fresca (5%), yogurt (3%). L’82% degli intervistati afferma inoltre di mangiare gli stessi prodotti e le stesse marche dei propri genitori, a dimostrazione di un feeling generazionale fatto di colori e sapori legati alla prima colazione.
A tavola poi sono loro a comandare: in 7 famiglie su 10 sono i figli a decidere cosa si mangia. E spesso  – nel 50% dei casi – si servono da  soli senza l’aiuto di un genitore.
I giovani  sono soddisfatti del dialogo che c’è a colazione, anche per merito loro visto che l’81% dichiara di  parlare con i propri genitori. Tra gli argomenti più in voga la programmazione degli impegni della giornata la fa da padrone (58%). Più staccati seguono la scuola (22%),  argomenti vari (13%) e lavoro (9%). Inoltre quando sono insieme ai propri genitori il 64% dei giovani afferma di fare durare di più la colazione…
Infine, mentre fanno colazione i giovani italiani quali altre  attività svolgono? Se un buon 40 % si concentra solo sull’atto della prima colazione senza compiere altre azioni, 3 su 10 (29%) amano guardare la televisione e un 6% si collega allo smartphone.

“Dal punto di vista del menù – afferma il Prof. Migliaccio – l’approccio delle famiglie alla prima  colazione è corretto: si scelgono prodotti come biscotti, fette biscottate, pane e marmellata o creme spalmabili, oppure ci si indirizza verso i cereali. Questi alimenti stimolano la sintesi di un neurotrasmettitore cerebrale, la serotonina, attivato appunto dagli zuccheri e dotato di effetti rilassanti sul sistema nervoso. In poche parole latte, biscotti e altri prodotti da forno danno una sensazione di calma, benessere, e migliorano l’umore. Le quantità di alimenti da consumare dovranno, invece, essere adattate all’età, al sesso, alla costituzione fisica, al tipo di attività che si svolge durante la giornata, al tipo di lavoro e/o sport che si pratica. Bene anche la scelta del latte, importante fonte di calcio. Unico aspetto da migliorare è la varietà: nessun alimento fornisce tutti i nutrienti di cui abbiamo bisogno, per cui è fondamentale variare quanto più possibile e compiere scelte diverse, anche a colazione.”

L’EFFETTO POSITIVO DELL’ESEMPIO DEI GENITORI…
L’esempio conta (e tanto): se i genitori fanno colazione aumenta del 50% la propensione di tutti i figli a farla (si passa dal 56% delle famiglie dove l’adulto non fa colazione all’80% di quelle in cui i genitori la fanno), e diminuisce di oltre il 50% (scendendo dal 26% all’11%) il numero di quanti non la fanno mai.
“L’esempio è fondamentale e non sfugge ai più piccoli – commenta la psicologa Viviana Finistrella – parliamo di effetto ‘modeling’: dati sperimentali dimostrano che il comportamento dei genitori, ripetuto con una certa costanza, induce bambini e ragazzi al cambiamento. Al contrario ‘dire’ e ‘chiedere’ spesso provoca l’effetto opposto, soprattutto negli adolescenti”.

(Fonte: Ufficio Stampa Elisabetta Castiglioni)