Caffè, passione senza limite

Aprile 16, 2009

In Italia se ne consumano circa 6 chili a testa. Ha molti pregi, ma non bisogna berne troppo.
Insieme all’acqua e al tè è una delle bevande più bevute nel mondo.
Il 17 aprile c’è “Espresso Italiano Day 2009” la prima giornata nazionale dedicata alla cultura dell’espresso e organizzata dall’Istituto Nazionale Espresso Italiano, l’ente impegnato dal 1998 a difendere l’espresso di qualità attraverso una certificazione riconosciuta che prevede esclusivamente l’impiego di miscele certificate, macinadosatori e macchine qualuficate e operatori abilitati. La manifestazione coinvolge 3000 bar in tutta Italia individuabili perché esporranno il logo di “Espresso Italiano Day 2009”. Chi prenderà il caffè in uno di questi bar riceverà un vademecum tascabile per capire se il caffè che prende è di qualità, per scegliere il locale giusto e valutare la professionalità del barista.


Chi non vorrebbe un orto, perchè non sul terrazzo ?

Aprile 7, 2009

 

Sono tempi di crisi,  ma anche in momenti come questi difficilmente vogliamo rinunciare a mangiare sano e bene,  cercando di risparmiare.

Ed ecco che nascono (dopo quello di Michelle Obama) orti personali o condominiali e una grande voglia di comprare direttamente dal produttore. AGRI-LIFE  è un’utile e pratica guida online che vi aiuterà ad individuare i produttori più vicini a voi. Per chi non possiede un pezzettino di terra ecco una vera soluzione, la nuova moda delle terrazze non più con i fiori ma bensì con verdura e erbe aromatiche.

Oltre alla frutta e verdure è nata una vera e propria mania per il pane fatto in casa, alcune grandi catene di elettrodomestici hanno notato un aumento nelle vendite di macchine per il pane. Se ne avete una eccovi un sito dove potete scaricare le istruzioni per farlo anche voi e risparmiare www.panefattoincasa.net.

Mi piacerebbe che se  voi o i vostri amici avete orti o terrazze orti ci raccontaste cosa avete piantato e come crescono le verdure in città… ?!


Premio al pane

Febbraio 13, 2009

Passeggiando per le grandi città a volte si dimenticano i profumi che certi piaceri della vita ci riservano…

Uno di questi gustosi piaceri è il pane, durante una gita fuori-porta è stato un piacere scoprire ricercate attenzioni che nelle cose piu’ semplici la provincia ed i piccoli centri ci offrono. Tanti i pani buoni della nostra Italia e tanti quelli da scoprire come il pane di Genzano; lo fanno così da sempre, si tramandano di padre in figlio i segreti della lavorazione come l’utilizzo per la preparazione della pasta madre, la doppia lievitazione, la giusta quantità d’acqua necessaria a formare un impasto elastico, il sapiente mix di farine di tipo “O”, l’aggiunta del cruschello o del tritello, quel qualcosa che lo rende unico.

Andare a Genzano ad assaggiare questo pane dalla mollica bianca e saporita è come andare alla riscoperta di un sapore semplice e antico che ha deliziato il palato di nobili, ma anche di Papi e contadini. Da nord e sud… il pane di Comiso, quello toscano, il cuddureddu di Ragusa; qualche indirizzo cult del pane : a Milano il panificio San Gregorio, oppure il Pandenus a Sarzana la panetteria Porta Parma a Modica e Pozzallo il panificio Boscarino.

E poi un buon suggerimento: soprattutto nei piccoli paesini provate a gustare il buon pane fatto in casa. Magari anche in occasione del World bread day.

Ma esistono ancora i buoni panettieri? Anche in città? Il tuo indirizzo cult?


Mode, tendenze e… al ristorante non “mancio” più!

Gennaio 27, 2009

E’ proprio vero…?

Riprendo da un input degli amici del Gambero che si pongono una bella domanda, che chissà quanti di voi si sono posti più volte : mancia sì o mancia no ? e il bon ton?

Dare la mancia in un ristorante americano non è considerato un gesto di generosità da parte del cliente, ma fa parte a tutti gli effetti della retribuzione del personale. Si calcola che i clienti alla fine di un pranzo o cena paghino circa il 15-20% in più. Un po’ eccessivo, direte voi, ingiusto, anche perché il servizio dovrebbe essere compreso nel conto.

Beh, la news è che anche nella liberale America cominciano a pensarla così i ristoratori stessi. E’ quanto si apprende dall’articolo pubblicato da un noto quotidiano… Jay Porter, titolare di The Linkery di San Diego ha dato vita al movimento “no tips” che riunisce gli “obiettori delle mance” destinati ad aumentare sempre più. Insomma è una vera e propria rivoluzione culturale.

Per chi di voi avesse per caso esperienza diretta di questo fenomeno o fosse stato “costretto” alla mancia in un ristorante americano o volesse semplicemente esprimere un parere, potrà lasciare la propria traccia…

Le vostre esperienze in Italia o nel mondo ? parlatene su Congustoblog!


Spesa gourmet online?

Gennaio 20, 2009

Ma è proprio vero? La tendenza sembra essere proprio questa: su eBay sono stati venduti nel 2008 una bottiglia di vino ogni tre minuti e un prodotto gastronomico ogni 60 secondi.

Mi sembra davvero incredibile forse così si perdono i contatti con le materie prime e la scelta fatta anche dalla vista, dal tatto e dagli altri sensi….

Mi sembra l’immagine di un popolo di golosi e buongustai, un po’ pigri, quella che emerge dall’ultima indagine sui consumi degli Italiani.

Solo che questa volta anziché andare a sbirciare nei carrelli dei supermercati, le cifre si riferiscono ai carrelli elettronici per la spesa on line.

Forse così ci perdiamo quel gusto di ricerca reale del must per la nostra tavola… non vi nascondo una mia particolare passione per supermercati, mercati e shop food ne faccio vere scorpacciate soprattutto nei week end, anche per decine di kilometri.

Alcuni interessanti per selezione di prodotti francesi, altri per i vini del nostro territorio, altri ancora per prodotti bio. Spesa che passione!

Il nostro territorio pullula ancora oggi di indirizzi davvero gourmand, che peccato perdersi nei meandri dei www.


		

Sapore di burro, gusto buono o dannoso?

Gennaio 16, 2009

Siete fan dell’olio o appassionati del burro?

Io non posso nascondere una certa passione per l’olio d’oliva. Dal Garda alla Sicilia la nostra bella Italia ce ne offre profumi e varietà incredibili. Nonostante la mia passione non condivido una cucina senza burro. Lo sapete che cento grammi di olio di oliva apportano 899 Kcal? Il burro invece ha un contenuto calorico inferiore del 16%, pari a circa 758 Kcal/100 g.

Utilizzando 20 grammi di burro anziché 20 di olio d’oliva si risparmiano quindi 24 kcal. Il burro ha il vantaggio di essere facilmente dosabile, mentre si tende spesso ad esagerare con le quantità di olio d’ oliva. E’ quindi del tutto infondata la convinzione secondo la quale l’olio è un alimento più leggero e meno calorico del burro. Caso mai è vero il contrario.

Non sono un dietista e mi attengo a dati di pubblica disponibilità, ma non nascondo un certo stupore nelle rivelazioni dei dati calorici. Tra le altre informazioni posso dirvi che l’olio d’oliva contiene grassi saturi così come il burro contiene una piccola percentuale di acidi grassi insaturi.

A proposito ma perché non mi dite dove trovate il vostro olio buono ? E il burro ? Magari quello di montagna…


SOS cucina – da pesce, da pane, e poi ? …

Gennaio 13, 2009
I coltelli, mia grande passione anche se spero di non passare per un lanciatore di coltelli del circo; strumenti indispensabili in cucina e da sempre con un disciplinare rigido una sorta di bon ton di uso.  Io di solito diffido dei set di coltelleria, infatti anche se si hanno tutte le tipologie di lama che possono servire, molto spesso la qualità viene lasciata da parte.  Il primo consiglio in assoluto è quello di non aver fretta nel comprare tutti i coltelli, poichè i buoni coltelli durano una vita e vanno scelti con grande cura…
Le caratteristiche peculiari per l’utilizzatore finale, a parte la lama, di cui parlerò più avanti, sono il peso ed il manico, stesso dettaglio importante delle padelle !
Se si è avvezzi, un corpo lama+manico piuttosto pesante permette di agire con più forza e con un migliore bilanciamento rispetto ad un coltello leggero, ma se si è invece alle prime armi, un coltello leggero riduce spesso i problemi di padronanza.  I coltelli a seghettatura (tipicamente da pane) necessitano invece di particolare attenzione per ciò che riguarda la dentellatura, che deve essere abbastanza ravvicinata e con una curvatura non eccessiva tra due denti successivi.  Per il pesce, soprattutto per ciò che riguarda lo sfilettamento, il non plus ultra sono i coltelli in ceramica poichè hanno caratteristiche eccezionali, sia per il filo della lama, sia per ciò che riguarda l’inerzia del materiale specifico, che non trasporta nè odori nè sapori ed è semplicemente lavabile sotto l’acqua del rubinetto.
Beh, il coltello diventa una sorta di coperta di Linus, un pezzo indispensabile nelle nostre cucine e spesso i gradi chef si portano dietro la loro selezione o il loro coltello preferito.
E il vostro qual’è ?

Amici e semplici conoscenti…questi per me i migliori.

Ottobre 24, 2008

Chi dorme non piglia pesci…ma il Tonno?

Ottobre 16, 2008

Rieccomi attivo sul Congustoblog! e da cosa iniziare? ho ricevuto molte vostre e-mail e richieste sugli indirizzi utili per comprare materie prime d’eccellenza; so che sieti impazziti per i mercatini delle spezie per non parlare poi delle mozzarelle. Eccovi serviti, riprendiamo dal Tonno…
un pesce delizioso che piace davvero a tutti in occidente come in oriente, forse perché proprio come il maiale non si butta via niente. Sicilia e Sardegna le tonnare del mediterraneo.

I trucchi per comprarlo?
Innanzitutto inutile dire che un fornitore di fiducia sarebbe ideale, ma ad ogni modo alcune dritte facili per non cadere in cattivi affari, perché, diciamolo, il tonno è davvero un investimento.
Ideale che i tranci siano di media pezzatura in modo da poterli utilizzare in più modi, può essere conservato due tre giorni in frigorifero avvolto in carta da cucina o in un panno umido.
Il migliore tonno in città ?
Pescheria beppe a sestri ponente
Fratelli Pedol a Milano in p.zza Wagner
Pescheria Brunelli a Bologna
Orobica pesca a Bergamo
Pescheria Duomo a Cremona
Antica pescheria Galluzzi a Roma
Centro ittico a Positano

E poi non dite che per golosità non siamo disposti a tutto…

A presto, Federico


SOS uova, latte …e poi?

Settembre 22, 2008

In questi giorni forti allarmismi mi hanno portato ad analizzare alcuni aspetti delle materie prime più presenti nella nostra alimentazione, questo primo appuntamento è dedicato all’uovo, varietà, suggerimenti, storia, e…

Uovo, grande trasformista.

Estate appena finita ed eccoci con i soliti problemini: l’abbronzatura, la dieta…ovviamente scherzo, anche se una scoperta l’ho fatta, le uova sono un ottimo ingrediente per la dieta oltre che per aiutare la memoria.

L’uovo, essenziale perfezione, simbolo della vita concentrata, cellula di varie dimensioni, sferico o ellissoidale, è un “jolly” gastronomico senza immaginazione” (Montalbán).

Tuttavia, il fatto di essere così comune e facilmente reperibile non giova alla sua considerazione, rendendolo in apparenza l’alimento per eccellenza che meno si presta a variazioni gastronomiche di rilievo. “Uovo” sempre collegato a coloro che non hanno familiarità con i fornelli, in espressioni come “non sa farsi nemmeno un uovo al tegamino”, o inteso come sinonimo di monotonia e semplicità.

In realtà, le uova, oltre ad essere un alimento nutriente e gradito dal palato di molti, hanno un sapore tra i più raffinati e coloro che le utilizzano in cucina sanno bene come “trasformarle” in un numero infinito di variazioni e creazioni per ottenere risultati sempre nuovi e strabilianti. Non più uova strapazzate o semplicemente bollite, bensì come capolavoro di sostanza e di versatilità.

Sia di gallina che di piccione, ma anche d’oca o d’anatra, con i suoi equilibri perfetti si prestano ad un numero infinito di preparazioni, piatti e non solo.

Basti pensare ad esempio a crêpes e omelettes, la cui ricchezza di sapore è ben nota a tutti, o a creme,torte e tartellette, sia dolci sia salate, il cui gusto allieta i pranzi delle feste. Varia è la collocazione delle uova nei menù, dall’antipasto al primo piatto, dal piatto forte al contorno, dal dolce alle bibite, né v’è limitazione di stagione.

Il suo trasformismo non finisce qui…Uova di storione, di gallina e di quaglia reinterpretati su ispirazione geometrica, diventando sfere, cubi o semisfere, a volte impreziositi con foglie di oro zecchino che si mostrano attraverso la trasparenza dell’agar-agar.

Ma questo capolavoro di versatilità può essere anche sfruttato come originale contenitore individuale: i gusci si schiudono per accogliere verdure, pâté de foie gras, deliziosi dessert al cucchiaio e preparazioni che vedono come protagonisti l’albume e il tuorlo precedentemente “ospitati” e trasformati.

Uovo dunque, goloso sì ma anche ottimo per la nostra dieta!