Mode, tendenze e… al ristorante non “mancio” più!

gennaio 27, 2009

E’ proprio vero…?

Riprendo da un input degli amici del Gambero che si pongono una bella domanda, che chissà quanti di voi si sono posti più volte : mancia sì o mancia no ? e il bon ton?

Dare la mancia in un ristorante americano non è considerato un gesto di generosità da parte del cliente, ma fa parte a tutti gli effetti della retribuzione del personale. Si calcola che i clienti alla fine di un pranzo o cena paghino circa il 15-20% in più. Un po’ eccessivo, direte voi, ingiusto, anche perché il servizio dovrebbe essere compreso nel conto.

Beh, la news è che anche nella liberale America cominciano a pensarla così i ristoratori stessi. E’ quanto si apprende dall’articolo pubblicato da un noto quotidiano… Jay Porter, titolare di The Linkery di San Diego ha dato vita al movimento “no tips” che riunisce gli “obiettori delle mance” destinati ad aumentare sempre più. Insomma è una vera e propria rivoluzione culturale.

Per chi di voi avesse per caso esperienza diretta di questo fenomeno o fosse stato “costretto” alla mancia in un ristorante americano o volesse semplicemente esprimere un parere, potrà lasciare la propria traccia…

Le vostre esperienze in Italia o nel mondo ? parlatene su Congustoblog!


Spesa gourmet online?

gennaio 20, 2009

Ma è proprio vero? La tendenza sembra essere proprio questa: su eBay sono stati venduti nel 2008 una bottiglia di vino ogni tre minuti e un prodotto gastronomico ogni 60 secondi.

Mi sembra davvero incredibile forse così si perdono i contatti con le materie prime e la scelta fatta anche dalla vista, dal tatto e dagli altri sensi….

Mi sembra l’immagine di un popolo di golosi e buongustai, un po’ pigri, quella che emerge dall’ultima indagine sui consumi degli Italiani.

Solo che questa volta anziché andare a sbirciare nei carrelli dei supermercati, le cifre si riferiscono ai carrelli elettronici per la spesa on line.

Forse così ci perdiamo quel gusto di ricerca reale del must per la nostra tavola… non vi nascondo una mia particolare passione per supermercati, mercati e shop food ne faccio vere scorpacciate soprattutto nei week end, anche per decine di kilometri.

Alcuni interessanti per selezione di prodotti francesi, altri per i vini del nostro territorio, altri ancora per prodotti bio. Spesa che passione!

Il nostro territorio pullula ancora oggi di indirizzi davvero gourmand, che peccato perdersi nei meandri dei www.



Sapore di burro, gusto buono o dannoso?

gennaio 16, 2009

Siete fan dell’olio o appassionati del burro?

Io non posso nascondere una certa passione per l’olio d’oliva. Dal Garda alla Sicilia la nostra bella Italia ce ne offre profumi e varietà incredibili. Nonostante la mia passione non condivido una cucina senza burro. Lo sapete che cento grammi di olio di oliva apportano 899 Kcal? Il burro invece ha un contenuto calorico inferiore del 16%, pari a circa 758 Kcal/100 g.

Utilizzando 20 grammi di burro anziché 20 di olio d’oliva si risparmiano quindi 24 kcal. Il burro ha il vantaggio di essere facilmente dosabile, mentre si tende spesso ad esagerare con le quantità di olio d’ oliva. E’ quindi del tutto infondata la convinzione secondo la quale l’olio è un alimento più leggero e meno calorico del burro. Caso mai è vero il contrario.

Non sono un dietista e mi attengo a dati di pubblica disponibilità, ma non nascondo un certo stupore nelle rivelazioni dei dati calorici. Tra le altre informazioni posso dirvi che l’olio d’oliva contiene grassi saturi così come il burro contiene una piccola percentuale di acidi grassi insaturi.

A proposito ma perché non mi dite dove trovate il vostro olio buono ? E il burro ? Magari quello di montagna…


SOS cucina – da pesce, da pane, e poi ? …

gennaio 13, 2009
I coltelli, mia grande passione anche se spero di non passare per un lanciatore di coltelli del circo; strumenti indispensabili in cucina e da sempre con un disciplinare rigido una sorta di bon ton di uso.  Io di solito diffido dei set di coltelleria, infatti anche se si hanno tutte le tipologie di lama che possono servire, molto spesso la qualità viene lasciata da parte.  Il primo consiglio in assoluto è quello di non aver fretta nel comprare tutti i coltelli, poichè i buoni coltelli durano una vita e vanno scelti con grande cura…
Le caratteristiche peculiari per l’utilizzatore finale, a parte la lama, di cui parlerò più avanti, sono il peso ed il manico, stesso dettaglio importante delle padelle !
Se si è avvezzi, un corpo lama+manico piuttosto pesante permette di agire con più forza e con un migliore bilanciamento rispetto ad un coltello leggero, ma se si è invece alle prime armi, un coltello leggero riduce spesso i problemi di padronanza.  I coltelli a seghettatura (tipicamente da pane) necessitano invece di particolare attenzione per ciò che riguarda la dentellatura, che deve essere abbastanza ravvicinata e con una curvatura non eccessiva tra due denti successivi.  Per il pesce, soprattutto per ciò che riguarda lo sfilettamento, il non plus ultra sono i coltelli in ceramica poichè hanno caratteristiche eccezionali, sia per il filo della lama, sia per ciò che riguarda l’inerzia del materiale specifico, che non trasporta nè odori nè sapori ed è semplicemente lavabile sotto l’acqua del rubinetto.
Beh, il coltello diventa una sorta di coperta di Linus, un pezzo indispensabile nelle nostre cucine e spesso i gradi chef si portano dietro la loro selezione o il loro coltello preferito.
E il vostro qual’è ?


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