Quanti di voi almeno una volta in settimana si concedono un’uscita al ristorante? Che sia al sabato per una pizza insieme ai compagni di pallone (ma anche no
), durante la settimana per un sushi e pettegolezzi con le amiche o con il proprio partner anche quando l’unico buon motivo per festeggiare è solo quello di ritagliarsi un momento tutto per sé e godersi un buon piatto serviti e riveriti, l’uscita al ristorante è forse l’ultimo peccato che ancora ci concediamo in questo tempo di crisi; anche se forse a casa spesso si sta meglio ma la pigrizia è una brutta bestia ! Se è vero che “Noi siamo ciò che mangiamo”, ogni pasto della giornata assume allora un’importanza rilevante. C’è chi al mattino ritiene che una colazione alla Rocky sia necessaria per fare il concentrato di energia, chi invece non può rinunciare alla caffeina altrimenti rischia di crollare sulla scrivania e perdere tutto quell’isterismo necessario a stare sulla cresta dell’onda per 13 ore di fila, e chi ancora si concede un peccato di gola sin dalle prime ore del giorno, conscio del fatto che se si deve andare a lavorare, almeno lo si faccia con lo stomaco ripieno di un cornetto alla crema! Se mi fermo a guardarmi intorno all’ora di pranzo, noto che ogni luogo di ristoro è invaso da una clientela tipica, e allo stesso tempo mi chiedo se essa si divida in base al target, al tempo, al reddito o in base a ciò che secondo logica dovrebbe rappresentare il primo elemento di scelta…il gusto? Se la decisione di addentare un tramezzino al volo o di sedersi a tavola non è tra le vostre priorità visti i tempi sempre più ristretti che si hanno a disposizione per il pranzo, la scelta del ristorante per la cena segue sicuramente un rituale più complesso, dettato in primis dalla scelta del tipo di menù, e quindi dalla location, dal prezzo, dal tipo di serata ecc…Le scelte in questo campo direi che si allineano all’infinito, specialmente per coloro che abitano nelle grandi metropoli e hanno a disposizione un ventaglio di opzioni con le quali sfamarsi…dalla cucina italiana rivisitata in tutte le sue varianti regionali, fino alle migliaia di proposte della cucina mondiale, ce n’è per tutti i gusti…quello che mi chiedo allora è…come scegliete e quale è il vostro locale preferito? Ci sono i cultori della cucina che andrebbero anche a piedi in cima all’Everest pur di assaggiare quella determinata vivanda preparata dal famoso chef del momento, altri che allo stesso modo non badano a spese ma non saprebbero distinguere un pesce da un altro, e altri ancora per i quali nutrirsi è solamente un bisogno primario. E poi ci sono le mode del momento, il sushi perché fa bene ed unisce un concetto di cucina “divertente” e veloce, il biologico perché ormai tutto è geneticamente modificato…e anche coloro per i quali il miglior ristorante rimane a casa propria, dove almeno sai quello che mangi. E voi, a quale filone appartenete e soprattutto…che tipo di “mangiatori” siete? MILANO ROMA BERLINO CATANIA, SAN VITO LO CAPO…IL MONDO QUAL’E’ IL VOSTRO LUOGO PREFERITO ? PER ATMOSFERA, RELAX E MENU ?
DIMMI DOVE MANGI E TI DIRO’ CHI SEI…oroscopo gastronomico !?
novembre 14, 2009ADAMO ED EVA AI FORNELLI
novembre 5, 2009
e bene dopo il MAC questa settimana ho deciso di partire dalle origini e discutere un po’ di cucina e gusto rivisitando in chiave gastronomica il vecchio “conflitto” tra uomo e donna…ai fornelli! Nell’immaginario collettivo, specialmente nei decenni passati, era difficile pensare all’uomo come a colui che si dedicava alle faccende di casa e a preparare i pasti per provvedere ai bisogni nutrizionali della famiglia…oggi invece la realtà è completamente diversa…i ruoli di uomo e donna sono diventati complementari se non addirittura ribaltati, soprattutto per quanto riguarda gli aspetti più femminili della gestione della casa. La fama internazionale di molti chef e anche, nella realtà casalinga, la bravura di molti uomini a destreggiarsi tra pentole e padelle, conferma che Adamo sembra aver sorpassato Eva anche su questo fronte… Se volgiamo inoltre lo sguardo ai frequentatori dei corsi di cucina nelle scuole, notiamo sempre più spesso la presenza di tanti single, fidanzati e mariti… a questo punto mi viene da chiedermi come e quando è nata questa inversione di tendenza o se semplicemente i consorti preferiscono vedere con i loro occhi quello che poi andranno a preparargli le loro compagne perché come al solito non si fidano delle donne… Certo è che quando penso alla cucina tradizionale, a quei sapori del passato che ti portano indietro all’infanzia, la prima cosa che mi viene in mente è la cucina della nonna e non quella del nonno! Eppure se guardiamo ai “piani alti” del panorama culinario mondiale, anche coloro che si professano totalmente ignoranti in materia sapranno menzionare almeno un nome di chef…maschio! Quello che è noto è che nelle cucine delle vecchie locande famose da generazioni, se buttiamo uno sguardo in cucina sicuramente troveremo un viso dolce di una qualche signora non più giovanissima che mescola la sua famosa zuppa dall’ingrediente segreto, mentre se chiediamo l’autore dell’ultima stravaganza culinaria appena assaggiata in qualche ristornate segnalato sulle guide più importanti, ci verrà indicato come autore l’ultimo chef di grido. Dopo un’attenta riflessione, nella quale non posso comunque non ammettere che gran parte degli uomini se la cavano in modo eccelso in cucina, mi chiedo dunque…quando e perchè Eva ha deciso di passare il mattarello ad Adamo?
Pubblicato da federico