Ci mancava solo il pop food!

marzo 31, 2010

 

Dopo la pop art e la pop music, è tempo di pop food! Attenzione, però, a non cadere in facili equivoci, Andy Warhol questa volta non c’entra nulla… il pop food non è una nuova estrosa corrente artistica che sostituisce a tempere e pennelli i prodotti commestibili. Di cosa si tratta, allora?

Nell’odierna Babele di linguaggi culinari, resa ancora più intricata dal successo frastornante della gastronomia (approdata da tempo alla televisione con canali ad essa dedicati, reality di cuochi e gente che soffrigge e bolle a tutte le ore del giorno), l’espressione necessita di chiarimenti.
“Pop” è infatti il diminutivo di “popolare” e, perciò, rispondente al gusto comune, alla portata di tutti, ma non per questo è sinonimo di scarsa qualità. La “cucina pop” è, sì, un’esigenza che spesso attinge dall’universo del quotidiano ma non per questo rappresenta un disvalore. Trattasi, infatti, di una corrente culinaria legata alla tradizione locale che ricorre alle materie prime più povere e umili, nobilitandole, però, e lavorandole con tecniche raffinate.

È per questo che non ritengo condivisibile la provocazione (posso solo definirla tale) del grande chef Massimo Bottura, secondo cui “la vera cucina pop la fa McDonald’s (vedi articolo del 16 ottobre 2009, FAST FOOD, GOOD FOOD), perché mangi popolare a tre euro e mezzo e se entri sai cosa troverai”. Premesso che bisognerebbe distinguere tra popolare ed economico, non credo si possa confondere il pop con il junk food. Tanto più che siamo in Italia e non negli USA. Se esiste un piatto pop nostrano quello è la pizza (che, peraltro, in quanto a consumi giornalieri, ha recentemente battuto l’hamburger anche a New York), che ha saputo davvero unire lo stivale, almeno sul piano gastronomico. Altro cibo pop per tradizione è sicuramente la pasta, che da sempre costituisce la componente base della cucina popolare per ragioni facilmente comprensibili, essendo economicamente alla portata di tutti, ma al contempo assai nutriente. Definirei, piuttosto, popolare una lasagna, i tortellini, delle buone polpette. Ma già si rischia di sconfinare nel dominio della cucina regionale… Quel che è certo è che una prerogativa del pop food dovrebbe essere il suo carattere salutare (ragione in più per bocciare la tesi di Bottura)!!

A dispetto dei pregiudizi che vogliono la cucina pop una cucina di serie B, occorre annoverare poi i grandi nomi del panorama gastronomico italiano che hanno fatto del pop food il loro cavallo di battaglia. A partire da Davide Oldani, che sull’argomento ha scritto addirittura un libro (La mia cucina pop. L’arte di caramellare i sogni, edito da Rizzoli) ed è passato alla storia per la sua “cipolla caramellata”, fiore all’occhiello (anche se, forse, sarebbe ora di rinnovare il menù e magari ridurne il prezzo, considerando che 25 euro per una cipolla paiono un po’ eccessivi!!!) della sua cucina che, come lui stesso ama precisare, non è povera, ma umile, sobria, incentrata sull’esaltazione dei sapori grazie ai modi semplici, poco glamour, tanto stuzzicanti.
Come dimenticare poi Fulvio Pierangelini, illustre chef nostrano che non si lascia sfuggire occasione per ricordare ai propri allievi che gli spaghetti al pomodoro sono un piatto della memoria che impone a un cuoco di toccare le vette del gusto. O ancora Moreno Cedroni, celebre per la sublime semplicità dei suoi piatti, e per l’ingegnosità di certe sue proposte, dal “susci” italiano, al ragù in versione pop, alla bresaola di tonno o Maurizio Santin. Tutti cuochi pop, orgogliosi di esserlo, superlativi ai fornelli e insigniti dei massimi riconoscimenti nel settore della ristorazione!

E voi, siete amanti del pop food o preferite una cucina più ricercata ed elitaria? Qual è secondo voi il pop food per antonomasia?


Bontà retrò

marzo 26, 2010
Sushi, fusion, thai, ristoranti messicani, argentini… Se anche voi siete tra coloro che non ne possono più dei più strani inviti a cena degli amici più trendy, se ogni volta che vi trovate di fronte al più esotico dei piatti rimpiangete nostalgicamente la buona vecchia “cucina della nonna”, ebbene sappiate che le nuove tendenze culinarie giocano a vostro favore!
Basta guardarsi un po’ intorno per capire che lo stile retrò imperversa particolarmente negli ultimi anni: le fashion victims impazziscono per i capi vintage (dai jeans “vissuti”, alle scarpe d’annata… (avete notato il ritorno delle intramontabili Superga, per non parlare del nuovo must: i Rayban Wayfarer anni ’60?)); gli appassionati di musica inneggiano a cantanti come Amy Winehouse e Michael Bublè; i produttori cinematografici ripropongono i mitici anni Sessanta (basti pensare a “La prima cosa bella”, film che ha sbancato al botteghino). 

Non vi stupirà, quindi, scoprire che il nuovo trend in ambito gastronomico punta indubbiamente al vintage! Via libera, dunque, ai piatti che profumano di passato! Ecco tornare la voglia del buon vecchio risotto alla milanese, delle lasagne fatte in casa e, perché no, dell’opulento, ipercalorico cannellone… Tornano prepotentemente alla ribalta ricette dimenticate, ma soprattutto prodotti alimentari, per lunghi anni caduti nel dimenticatoio e poi resuscitati dal ritorno nostalgico all’infanzia dei consumatori. Ricordate le scatole dei biscotti di quando eravamo piccoli? Lazzaroni ha deciso di rimettere in commercio quelle scatole di latta litografate pieni di biscotti dal profumo irresistibile. Dal canto suo Sanpellegrino ripropone la vecchia bottiglia “a clavetta” in edizione storica limitata, rigorosamente con etichette originali degli anni’50, e lo zafferano 3 cuochi la vecchia latta originale da 35 lire a confezione! D’altronde chi può negare il piacere di assaggiare un cibo o una bevanda che ci richiama i felici momenti del passato?

Gli stessi oggetti e decori dei tempi trascorsi non smettono di affascinare e così anche il design rivisita oggetti di cucina vintage che regalano un’atmosfera elegante e, con un tuffo nel passato, rendono il focolare domestico un luogo ricco di certezze, solidità e classicismo: dagli irresistibili stampi per muffin e tortine in vari disegni e formati, alle bottiglie di vetro con manici per il latte, per poi giungere alla vecchia macchina in metallo per la pasta fatta in casa rivisitata da Marcato. Perché i grandi classici non invecchiano mai!

E voi avete qualche proposta di piatti retrò? Qual è la ricetta vintage che preferite?
 
 

 


L’ORO GIALLO DELLA CUCINA?

marzo 19, 2010

 

“Vale oro quanto pesa”: un proverbio che si addice perfettamente alla spezia dorata regina dei risotti, il più famoso dei quali quello del nostrano chef Gualtiero Marchesi, “oro in oro”. Lo zafferano è conosciuto fin dai tempi più remoti: addirittura i sommi poeti Omero, Virgilio, Plinio e Ovidio lo citano nelle proprie opere vantandone le virtù culinarie.
Questo fiore, tanto amato dai buongustai di tutto il mondo e, fin dagli albori della civiltà, utilizzato a scopo rituale, aromatico e medico, è originario della Persia, da cui si diffuse nel Nord Africa e di qui in tutto il bacino del mediterraneo. Non conosciamo la data esatta in cui lo zafferano fu introdotto in Italia, certo è però che il merito di aver importato il bulbo nel nostro paese è del padre abruzzese Santucci. Ed è proprio l’Abruzzo, insieme alla Toscana e alla Sardegna, una delle regioni italiane più produttive del settore e, dobbiamo riconoscerlo, è l’Italia a detenere il primato in quanto a qualità del proprio zafferano. Certo il prodotto estero costa molto meno, ma il prezzo è giustificato dall’accuratezza della lavorazione nostrana, interamente realizzata a mano, nonché dalla scarsità della coltura (pensate che tutti i siti di produzione italiani producono nel complesso 50 kg di spezia all’anno!).
Fortunatamente basta davvero un pizzico di questa preziosissima polverina gialla per dare un tocco in più anche ai piatti più semplici. La cucina italiana, inoltre, non rinuncia certo facilmente a un ingrediente dal gusto tanto delicato, specie dopo la campagna promozionale lanciata dal “re dello zafferano italiano”. Chi non ricorda lo storico spot dello Zafferano Leprotto in cui compare la classica famigliola anni ’80 riunita intorno a una tavola imbandita con una marea di piatti spruzzati di giallo? O il simpatico coniglietto-chef riportato su ogni bustina del prodotto? Tanto che una quindicina di anni fa centinaia di persone hanno mangiato risotto alla milanese tutti i santi giorni pur di accumulare i punti per ricevere il mitico pallone giallo e rosso col leprotto!!
Ma oltre alle già note virtù gastronomiche, lo zafferano ha anche sorprendenti proprietà benefiche per la salute: pare infatti sia un vero toccasana per molti disturbi legati allo stile di vita moderno, quali ansia, stress e depressione e un ottimo rimedio naturale in caso di scarsa memoria, nonché un elisir di giovinezza e un buon alleato della digestione.
E allora perché non approfittare delle mille qualità di questa spezia capace, per di più, di regalare bontà e sapore a ogni pietanza? Se anche voi intendete usufruire di tante virtù offerte da un unico ingrediente, perché non cogliete l’occasione di partecipare al corso di Congusto“Zafferano in cucina” in programma il 30 di marzo? Il nostro chef vi svelerà trucchi e originali ricette per tingere del colore del sole i vostri piatti.
Nel frattempo vi segnalo alcuni tra i migliori produttori di zafferano italiano:

  • l’antica azienda agricola Peltuinum, situata presso la Piana di Navelli, a 20 km dall’Aquila

             http://www.peltuinum.it

  • l’azienda aquilana Perle d’Abruzzo, presso San Demetrio

             http://www.perledabruzzo.com

  • l’azienda Itria, dislocata nel piccolo comune di Turri, nel sud della Sardegna

              http://www.zafferanodisardegna.it

  • l’azienda agricola Zafferano San Gavino di Ennas Fabrizio, anch’essa in Sardegna

            http://www.zafferanodisangavino.it

  • l’azienda agricola Brandi, presso San Quirico d’Orcia in Toscana

             http://www.crocusbrandi.it

E voi dove vi rifornite di questa deliziosa polverina? Per caso conoscete ulteriori proprietà di questa salutare spezia o custodite ricette sfiziose con cui assaporare quel suo sapore inconfondibile? Il vostro piatto preferito con lo zafferano?


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