CHE MONDO SAREBBE SENZA BIRRA?!!

maggio 12, 2010

  Platone dichiarava che a inventarla dovesse essere stato un uomo saggio, Giulio Cesare la definiva “liquore nobile e potente”… Già gli antichi apprezzavano le qualità della birra: una delle bevande più amate di tutti i tempi!

La storia della birra coincide in pratica con quella della civiltà umana: essa è, infatti, una delle bevande più antiche prodotte dall’uomo, probabilmente databile al settimo millenio a.C.
La leggenda vuole che il processo di fermentazione fosse scoperto per puro caso, grazie alla sbadataggine di una donna che dimenticò un piatto di cereali all’aperto, sotto un acquazzone… La prima testimonianza della sua produzione si ha, tuttavia, presso i Sumeri. Proprio in Mesopotamia pare che parte della retribuzione dei lavoratori venisse corrisposta in birra e il valore del cosiddetto “pane liquido”(le materie prime erano le stesse per entrambi i prodotti, solo in proporzioni diverse) divenne tale che tra i Babilonesi, con il famosissimo “Codice di Hammurabi”, si impose la pena di morte per chi la annacquava (e come dar loro torto??!!). La tradizione birraria fu proseguita, poi, dagli Egizi, che ne migliorarono la tecnica affinandone il gusto e (senti,senti!) sembra che la stessa Cleopatra fosse un’amante del genere e ne facesse dono ai propri dèi. Perfino i Greci e i Romani, noti per la predilezione per il ben più nobile vino, vantavano noti sostenitori della birra: tra questi il governatore di Britannia, Agricola. Era, però, tra le popolazoni Germaniche e Celtiche che la bevanda scorreva davvero a fiumi. Nulla a che vedere, però, con la “nostra birra”!

Il tipo di produzione è, infatti, molto cambiata nel corso dei secoli: il luppolo, per esempio, iniziò ad essere usato solo nel lontano Ottocento… Ciò che è rimasto invariato è, invece, sicuramente la presenza pressoché universale della birra e la sua popolarità in ogni ceto sociale: fresca, dissetante, con il suo gusto rotondo, moderatamente amaro, la birra è uno di quei piaceri irrinunciabili, uno di quei riti che uniscono e regalano momenti di sana convivialità. Pare inoltre che bere birra abbia anche degli indubbi benefici: un consumo moderato della stessa avrebbe effetti positivi sullo stress e aiuterebbe a prevenire malattie cardiache, cancro, calchi renali, arteriosclerosi, oltre che essere un valido supporto alle ossa delle donne nella lotta contro l’osteoporosi. In più (udite, udite, donne di tutte le età) secondo un recente studio americano, qualche bicchiere di questo alcolico dorato contrasterebbe l’aumento di peso nel gentil sesso!

Non vorrei che il mio articolo fosse preso come un invito ad alzare il gomito… trattasi semmai di un’ utile forma di contro-informazione rispetto a quanti hanno troppo spesso denigrato un prodotto che annovera tra gli altri vantaggi, quello di sposarsi alla perfezione con il cibo, regalandogli un sapore e un gusto unico. Di qui l’iniziativa de La Guida de L’Espresso, “Ristoranti d’Italia 2010”, di premiare il miglior menù mediterraneo abbinato alla birra. Vincitore lo chef Congusto Pietro d’ Agostino, membro dei Jeunes Restaurateurs d’Europe, al cui ristorante “La capinera” di Taormina è stato assegnato il premio “Tavola della birra”direttamente dal direttore de Le Guide, Enzo Vizzari.

Se anche voi siete amanti della birra e desiderate gustarne i più originali abbinamenti con le più svariate pietanze, vi aspettiamo da Congusto: dalla partnership con Warsteiner nasce infatti un originale percorso di gusto dedicato alla birra e alle sue molteplici declinazioni.Vi lascio con un simpatico aforisma di Goethe: 

Conoscere i luoghi, vicino o lontani, non vale la pena, non è che teoria; saper dove meglio si spini la birra, è pratica vera, è geografia.

                                                                                                      Johann Wolfgang Goethe


APPUNTAMENTO CON MAURIZIO BOSOTTI Savarin di riso venere con seppie in zimino.Una ricetta per i nostri amici celiaci e non solo…

maggio 6, 2010

 

Gioviale, estroso, di una simpatia contagiosa, Maurizio Bosotti è il prototipo dello chef che ha fatto di una vera e autentica passione un lavoro e non può che trasmettere visibilmente la propria soddisfazione per i risultati conseguiti e la gioia per un’ arte che continua a regalargli emozioni.

Ed è probabilmente questa sua infinita passione per la cucina che lo ha reso oltre che uno chef sopraffino, un eccezionale insegnante, capace di coinvolgere i propri allievi in lezioni fantasiose e mai monotone, svelando loro tanti e tanti segreti e aneddoti appresi durante i lunghi anni di esperienza nell’alta cucina.

Maurizio inizia la sua carriera in giovanissima età. Dopo il diploma, affina il proprio gusto e la propria tecnica in alcuni dei più importanti ristoranti di Milano: allievo di Gualtiero Marchesi, uno dei più grandi maestri della cucina italiana, lavora presso il suo ristorante, per poi passare all’Antica Osteria del Teatro di Piacenza (che vanta, tra gli altri riconoscimenti, 1 stella Michelin) ed infine si trasferisce in Francia, dove lavora a Barbizon, vicino a Parigi, all’ Hotellerie du Bas Breau. Tornato in Italia, diviene Chef e Patron del noto ristorante Al solito posto di Milano. Ed è in questo periodo che, insieme ad altri colleghi, si fa promotore dei Jeunes Restaurateurs d’Europe, un’associazione, riconosciuta a livello europeo, di giovani cuochi e ristoratori professionisti impegnati nella divulgazione e interpretazione della tradizione culinaria del proprio paese.
Parallelamente alla brillante carriera gastronomica, Maurizio non abbandona mai il ruolo di docente: l’insegnamento è per lui oltre che una missione, una vera e proprio vocazione! Oggi questo chef tutto d’un pezzo collabora con la scuola di cucina CONGUSTO.

La tecnica e la precisione quasi maniacale nella scelta degli ingredienti sono ciò che caratterizza la sua cucina. I suoi piatti sono il frutto di una sobria creatività, una buona dose di genuinità e tanta tanta fantasia… Qui di seguito una ricette di Bosotti dedicata agli amici celiaci ma non solo:

INGREDIENTI PER 4 PERSONE

280gr Riso venere

20 gr Scalogno tritato

480 gr Seppie

1n. Spicchio d’aglio

60Ml. Vino bianco

32gr. Pomodori pelati o passata

600gr. Erbette

48gr. Olio extravergine

q.b Peperoncino

PROCEDIMENTO:

- Pulire, lavare e tagliare a julienne le seppie. Conservare le teste intere.
- Rosolare con l’olio, l’aglio, lo scalogno e il peperoncino. Aggiungere le teste delle seppie e rosolare.
- Bagnare di vino bianco e lasciare evaporare. Aggiungere il pomodoro e lasciar cuocere per 30 minuti.
- Mondare e lavare le erbette. Sbianchirle in abbondante acqua salata e raffreddarle.
- Far bollire per 35 minuti circa il riso venere in acqua salata, scolarlo e condirlo con l’olio.
- Saltarlo a fuoco vivacissimo con olio e aglio in camicia le seppie per 30 secondi circa.
- Al momento del servizio aggiungere le erbette al sugo delle seppie e infine le seppie a julienne.
-Porre il riso venere negli stampi a savarin e  riscaldare per qualche minuto in forno. Togliere dagli stampi e servire con le seppie.

BUON APPETITO!!

Lo chef Maurizio Bosotti vi aspetta con tante altre originali ricette presso la sede Congusto di Milano.


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