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Ristorante Ca’Solare, un’oasi a Milano

Cercare un posto accogliente dove poter consumare un buon pasto a Milano non è certo un problema. La città pullula di locali e ristoranti che diversificano le loro proposte culinarie specializzandosi in uno o più generi. Cucina della tradizione italiana, ristoranti etnici, pizzerie, amburgherie, l’offerta è in grado di soddisfare ogni palato ed ogni portafoglio.

Una location spaziosa ed accogliente

In zona Naviglio Grande, cuore pulsante delle serate milanesi per aperitivi, cene e dopo cene, c’è una realtà piacevole ed originale. Il ristorante Ca’Solare si distingue già dall'impatto visivo: un grande cascinale ristrutturato in chiave moderna, con ampio spazio giardino ben arredato che si presta ad essere una piacevole location per le cene durante le calde serate milanesi o per gli aperitivi. Quest'area è un’oasi nel cemento. Gli ampi spazi su cui si sviluppa consento a questo ristorante di diversificare la sue proposte gastronomiche. Possiamo trovare un accogliente lounge bar, un raffinato ristorante, con giardino nella versione estiva, una pizzeria ed una steak house. Il locale è ben strutturato per accogliere pranzi e cene, ma anche matrimoni, feste, eventi privati o aziendali, con una capacità di accoglienza fino a 300 persone e con uno staff preparato a supportare i
cli
enti nell'organizzazione e cura di ogni dettaglio.
Gli ambienti sono curati e puliti, dettaglio da non sottovalutare. Lo staff cortese e professionale.

La cucina, il cuore

La cucina con prodotti di prima qualità è la priorità di Ca’Solare. Lo Chef seleziona personalmente solo prodotti genuini e di alta qualità che gli consentano di esaltare la sua cucina tradizionale italiana. Si utilizzano farine biologiche, pomodoro e mozzarella rigorosamente italiani per le pizze cotte in forno a legna. Un must sono le carni alla brace offerte dalla steak house. Solo i migliori tagli delle carni più pregiate al mondo: nazionali italiane al 100%, ma anche carne argentina, americana e irlandese. Ulteriore unicità di questo ristorante è la modalità di cucinare la carne alla brace utilizzando solamente legna d’ulivo. Chi non conoscesse questa modalità, sappia che conferisce alla carne un aroma molto particolare, esaltandone il sapore. La carne alla brace viene poi servita su pietra ollare arroventata che consente di raggiungere il grado di cottura più gradito da chi la assaporerà
, offrendo nel contempo il poterne gustare gli aromi anche con l’olfatto, proprio perché seguiterà a cuocersi in tavola.
Lo Chef cucina abilmente anche pesce fresco. Il menù e' variegato. Il tutto da gustare anche in compagnia di una buona scelta di vini.

Comodissima l’opportunità di riservare uno o più tavoli per la cena prenotando direttamente dal sito www.casolare.eu.
Utile consultare il sito anche per scoprire informazioni sulle opportunità che offre il ristorante, sul menù, per vedere foto e video degli ambienti e le indicazioni stradali.

Sempre tramite il sito sono reperibili tutti i recapiti per contattare lo staff e fissare incontri per valutare le proposte per l'organizzazione di eventi, feste compleanni, apericena, matrimoni e meeting di lavoro con sale interne climatizzate e tecnicamente attrezzate per supporti audio e video.

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Le ricette più buone con gli alimenti surgelati

Avete bisogno di un buon motivo per cucinare con i surgelati? Eccone ben quattro: è comodo, economico, ecologico (zero scarti, zero sprechi!), spesso più sano del prodotto fresco. Le aziende sanno che quando si parla di prodotti alimentari la sicurezza degli ingredienti è fondamentale ed è per questo motivo che i maggiori produttori attivi nella vendita di alimenti surgelati offrono prodotti di qualità sempre più elevata.

 

A tutta salute con le verdure surgelate

 

Le verdure si prestano davvero bene alla surgelazione. Alcuni prodotti in particolare, come ad esempio i piselli, per la loro versatilità e praticità di utilizzo sono immancabili in ogni cucina.

Cucinare i piselli surgelati è semplicissimo, basta cuocerli per 5-8 minuti e il bello è che non perdono il loro bel colore verde e si prestano a tantissime ricette. Qualche esempio di gusto, oltre al classico risi e bisi o alla pasta e piselli tradizionale, sono le crocchette di piselli, prezzemolo e parmigiano oppure la buonissima vellutata di piselli con burrata o stracciatella.

Questi sono tipici piatti caldi invernali ma i piselli surgelati sono un jolly per tutte le stagioni. Ad esempio, per il periodo estivo o primaverile consigliamo di provare un freschissimo cous cous di piselli e menta oppure l’insalata di pasta, piselli e prosciutto.

Scegliendo le verdure surgelate è primavera tutto l’anno! Tutte le varietà che si desidera in ogni stagione: funghi, spinaci, asparagi e carciofi surgelati sono ideali per contorni sfiziosi e secondi di carne o di pesce.

 

Pesce surgelato… un oceano di varietà

 

Oltre alle verdure surgelate, chi ama i sapori di mare può gustare degli ottimi piatti anche quando ha poco tempo o non ha a disposizione il pesce fresco. Le moderne tecniche di surgelazione si adattano particolarmente bene a tantissime specie ittiche, come testimonia l’ampia varietà di scelta tra tante tipologie di pesce surgelato come i filetti di merluzzo, orata, platessa, baccalà oppure gamberetti e gamberoni, mazzancolle, cozze, vongole e altre delizie.

I frutti di mare surgelati sono un ottimo ingrediente per primi raffinati e veloci da preparare! Si può optare per un risotto ai frutti mare surgelati, magari in versione nera utilizzando il riso venere, per stupire gli ospiti e creare un bel contrasto cromatico. E ancora, una zuppa di pesce surgelata dalla ricetta semplificata e buona da leccarsi i baffi!

Chi preferisce i crostacei potrà avere l’imbarazzo della scelta pensando a come cucinare i gamberetti surgelati. Sono perfetti per la tradizionale pasta zucchine e gamberetti oppure per una carbonara di mare a base di seppie, calamari e gamberetti.

Queste ricette fanno già venire l’acquolina in bocca ma vogliamo rincarare la dose parlando di ricette mari e monti. Che ne pensate ad esempio di una ricca paella surgelata, con gamberi, crostacei, cozze, molluschi, anelli di totano, merluzzo, filettini di petto di pollo, verdure, peperoni grigliati e piselli? L’originale e più allegra ricetta spagnola direttamente in tavola.

 

Primi piatti pronti: la tradizione in tavola

 

Si dice che la cucina italiana, insieme a quella della cugina francese, sia la migliore del mondo. Sarà forse per questo motivo che noi italiani siamo così amanti della buona tavola. Oppure è merito delle tantissime varietà di cucina regionale, le ricchissime ricette tradizionali, i nostri eccezionali ingredienti tipici e i piatti gustosissimi per i quali la dieta mediterranea è famosa.

Non tutti coloro che sono buone forchette sono però altrettanto bravi cuochi. Talvolta è difficile replicare fedelmente le ricette della nonna, dalla preparazione così amorevole ma anche lenta e laboriosa. Complici i ritmi moderni, spesso non si ha sufficiente tempo ed energia per dedicarsi a ricette troppo lunghe, ad esempio la preparazione del ragù, che richiede diverse ore di cottura.

Ecco allora che vengono in nostro aiuto i piatti pronti, che permettono di dimezzare i tempi e non rinunciare al gusto eccezionale dei piatti della tradizione. Una soluzione che rende possibile concedersi grandi bontà come cannelloni al forno, parmigiana di melanzane e buonissime lasagne pronte alla bolognese: ben cinque strati di pasta all’uovo, intervallati da ottimo ragù di carne e cremosa besciamella, golosissime come quelle fatte in casa.

Oppure gli gnocchi alla romana, a base di semola, e poi ancora ravioli, agnolotti, tortellini, gnocchi e paste ripiene, subito pronte da portare in tavola. Ce n’è davvero per tutti i gusti… non resta che provare!

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Alimentazione, cosa vogliono i consumatori oggi?

I consumatori italiani sono fra i più attenti in Europa alla qualità del cibo. Del resto, la tradizione mediterranea è la base della buona alimentazione e chiede di impiegare prodotti semplici e freschi, che sprigionano tutto il loro sapore grazie a cotture delicate. L’aspetto nutritivo sta quindi a cuore agli italiani, come rivelato da una ricerca intitolata “Global Health and Ingredient-Sentiment”.

I dati emersi dallo studio, promosso da Nielsen, hanno rivelato che il 67% degli italiani è preoccupato per gli ingredienti artificiali presenti nei cibi e un italiano su cinque vorrebbe vedere più prodotti naturali sugli scaffali dei supermercati. Nel complesso, il 63% degli intervistati ha dichiarato di fare molta attenzione ai cibi scelti e di organizzare i pasti in base alla varietà e alla volontà di creare una dieta sana. Ecco che il 53% degli italiani si rivela disposto a spendere più soldi se l’alimento ne vale la pena, ovvero se ha una buona composizione e contiene ingredienti sani.

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Fare un corso da pizzaiolo: quando dura e quanto costa?

Un lavoro che non conosce crisi, riconosce però solo chi è in grado di farlo bene. Ovvero, chi possiede un’ottima formazione come pizzaiolo e la dimostra ogni giorno o sera, sfornando pizze squisite.

Per questo motivo, se pensi di diventare un pizzaiolo esperto, è bene partire da un percorso che prevede dei gradi diversi di apprendimento, dal corso per imparare a fare la pizza alla gavetta e ad eventuali corsi di specializzazione.

L’arte della pizza, imparala e mettila a lievitare!

Nella capitale, le pizzerie e le pinserie si moltiplicano a ritmi molto alti, visto che il flusso di abitanti, turisti e persone di passaggio in città, consente di aprire attività commerciali nelle tante zone, sia residenziali che turistiche. Per questo, lavorare come pizzaiolo è sempre possibile, rappresenta un lavoro richiesto e anche una possibile fonte di guadagno stagionale, in estate sul litorale.

Insomma, l’arte del pizzaiolo effettivamente dopo averla acquisita non andrà certo messa da parte ma si potrà accrescere e vale la pena di seguire una formazione adeguata, per poter poi trovare lavoro e assicurarsi un mestiere mai in declino.

Si parte dalla base, frequentando un corso da pizzaiolo a Roma che possa fornire le nozioni e la pratica essenziali ad orientarsi nel mestiere di pizzeria. Sarà necessario poi mettersi alla prova in cucina, presso ristoranti, pizzerie alla teglia o pinserie romane, locali e altre realtà dove un pizzaiolo può fare la dovuta esperienza o gavetta, per poi diventare un esperto di pizza e specialità pizzaiole. Per chi lo desidera, ci sono poi le specializzazioni da fare in seguito, con corsi di pizzeria acrobatica, pinseria, pizza napoletana… e le novità non mancano mai nella formazione, su farine e ingredienti sempre in nuovi e creativi abbinamenti.

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cibo biologico

I benefici di mangiare cibo biologico

Si parla sempre più spesso di biologico, legato soprattutto ai prodotti agricoli. Con questa dicitura si intende che, per la coltivazione di questi prodotti, si sono rispettati regolamenti precisi e non si sono utilizzati prodotti chimici, né organismi geneticamente modificati.
Sono molte le ragioni, quindi, per scegliere di mangiare biologico, e la Dottoressa Falcieri nutrizionista a Verona le illustra qui di seguito.
La prima è che molte ricerche hanno dimostrato che i cibi biologici sono più ricchi di nutrienti e che contengono maggior quantità di vitamina C, antiossidanti e minerali, calcio, ferro, cromo e magnesio, rispetto ad altro tipo di prodotti.
La seconda ragione è che i prodotti biologici sono liberi da neurotossine, che sono dannose per il cervello. Gli organofostati, un tipo di pesticidi, furono inventati durante la prima guerra mondiale per essere utilizzati come gas nervino. Quando non furono più necessari per l’uso bellico, vennero modificati e introdotti nell’agricoltura. Molti pesticidi, comunementi usati sono neurotossine, di cui i cibi biologici sono completamente privi.

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Integratori al ferro: benefici all’organismo

Normalmente con una dieta sana ed equilibrata una persona adulta assume già la quantità di ferro di cui necessita il suo organismo, ma ci possono essere momenti e stati in cui è necessario integrarlo per carenze o mancanze.
Bisogna stare sempre molto attenti, però, all’assunzione di integratori, soprattutto se non espressamente prescritti e ai periodi in cui si assumono. Se da una parte, infatti, la mancanza di ferro provoca anemia, una sovra assunzione può aumentare il rischio di cancro, di malattie cardiache e di un certo numero di stati infiammatori. Il corpo umano, infatti, non ha un sistema per eliminare le quantità in eccesso di ferro e per questo è sempre consigliabile preferire il ferro proveniente dai vegetali. In quest’ottica la scelta giusta può essere quella del ferro integratore Salus Floradix, che è a base di erbe e succhi di frutta e quindi molto efficace, ma allo stesso tempo molto adatto per il corpo umano.
Il ferro di per sé, infatti, può essere un’arma a doppio taglio e può provocare danni gravi, se se ne assume troppo di origine animale. Questo perché questo tipo di ferro passa direttamente nell’apparato intestinale, che lo assorbe anche se nell’organismo è presente già a sufficienza, creando così sovra dosaggi all’interno del corpo.

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La colazione salata con i pancakes alle verdure

Tra tutti i Paesi europei (e forse oltre che in Europa) solo in Italia e in Francia si predilige una colazione dolce, a base di biscotti, croissant, cereali, latte, frutta, etc. In verità nel resto del mondo, eccettuati ovviamente i gusti personali, la maggioranza delle persone fa colazione con il “salato”: a parte il classico “Uova con bacon”, c’è chi si sbizzarrisce con formaggi, fagioli, pane insaporito al burro e…pancakes. Certo, conosciamo tutti i pancakes come quei dolcetti morbidi adorati dai bambini, che possono essere accompagnati da una salsa come sciroppo di acero o cioccolato. L’alternativa dei pancakes salati, con verdure e Grana Padano, invece è inedita ma da provare, se non a colazione magari per un brunch delle 11 del mattino. Ecco la ricetta.

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Ricetta antipasto con carciofi a sorpresa

La ricetta è un antipasto fresco e originale, perfetto nei mesi di marzo, aprile e maggio, quando i carciofi sono di stagione. Ottimo anche per una cena vegetariana.
Per un’ottima preparazione si consiglia di preparare i carciofi e le uova il giorno prima, lasciarli riposare in frigorifero per circa 24 ore e comporre l’antipasto il giorno successivo, in cui sarà consumato.

Ingredienti per 4 persone:
4 carciofi
4 cucchiai di insalata russa già pronta
3 cucchiai di maionese
4 uova
2 cucchiai di aceto bianco
2 cucchiai di panna
Il succo di un limone
1 cucchiaio di conserva di pomodoro
Sale
Pepe

Per la guarnizione:
4 piccoli cetriolini
4 capperi
un ciuffetto di prezzemolo tritato

Prima fase
1 Mondate i carciofi, lavateli, poi fateli sbollentare per 30 minuti in acqua salata acidula con il succo di limone
2 Nel frattempo portate a ebolizzione dell’acqua in una pirofila rettangolare, conditela con una presa di sale e con l’aceto. Fate scivolare dentro, a una a una, le uova, precedentemente rotte in un piattino. Lasciatele dolcemente cuocere fino a quando l’albume si sarà completamente rappreso. Estraetele con una paletta forata e depositatele sopra un canovaccio disteso sul tavolo. Ritagliate con un coltellino eventuali sbavature di albume.
3 Sistemate le uova affogate sopra un vassoio ricoperto con un foglio di carta tipo assorbente, ricopritele con un foglio di pellicola e riponetele in frigorifero.
4 Scolate ora i carciofi, fateli sgocciolare bene, poi chiudeteli in un contenitore a chiusura ermetica e riponeteli in frigorifero.

Seconda fase
Estraete i carciofi dal frigorifero, apriteli a fiore e adagiate ognuno di essi in un piattino. Farcite l’interno con una cucchiaiata di insalata russa e appoggiate sopra un uovo. Ricoprite quest’ultimo con un po’ di maionese mischiata alla panna e alla conserva di pomodoro. Guarnite la superficie con fettine di cetriolo, un cappero centrale e prezzemolo tritato.

 

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Il formaggio migliore del 2016? È norvegese e si chiama Kraftkar

No, non è italiano né tantomeno francese il formaggio che quest’anno si è aggiudicato il premio di “Miglior formaggio al mondo”, bensì norvegese. L’ambìto riconoscimento che ogni anno assegna il World Cheese Award, rassegna che si svolge nei Paesi Baschi (a San Sebastian Donostia, tra l’altro capitale europea della cultura 2016) per l’edizione 2016/2017 è infatti stato assegnato al Kraftkar, un erborinato simile al nostro Gorgonzola ma più secco ed aromatico. Il verdetto è stato unanime da parte di ben 266 giurati provenienti da ogni parte del mondo, tra cui anche l’Italia. La motivazione, invece, che ha fatto sbaragliare gli oltre 3 mila formaggi concorrenti, ha a che fare con le muffe, sviluppate in modo armonico e capaci di conferire un gusto rotondo e mai stancante.

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Formaggio stagionato: di cosa si tratta?

I formaggi stagionati sono quei prodotti caseari che, prima di essere messi in commercio, sono sottoposti a un periodo di stagionatura, durante il quale ha luogo la cosiddetta degradazione dei macronutrienti ad opera degli enzimi del latte e dei batteri naturalmente presenti o aggiunti durante il processo di produzione.

Le caratteristiche del formaggio stagionato

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Il formaggio stagionato, per quanto più calorico, risulta assai più digeribile di quello fresco, in quanto durante il periodo di stagionatura una certa quantità di grassi subisce il cosiddetto processo di lipolisi: non a caso essi sono consigliati dai nutrizionisti nei programmi alimentari sani ed equilibrati.

Varie tipologie di formaggio stagionato

Di seguito proponiamo una sintetica lista dei formaggi stagionati più famosi:

1 – grana padano e parmigiano reggiano: sono tra i più richiesti dai consumatori, i quali ne apprezzano l’estrema digeribilità e l’assenza di muffe. D’altra parte essi sono anche particolarmente indicati per favorire lo sviluppo dei bambini nei loro primi anni di vita.

2 – il pecorino, che si ottiene dal latte di pecora crudo e intero, è un formaggio stagionato già in uso in epoca preistorica. Oggi le varianti più apprezzate sono quella romana e quella sarda.

3 – il gorgonzola è un formaggio stagionato di origine lombarda che si ottiene dal latte intero di vacca. Un tempo denominato stracchino erborinato, il gorgonzola si caratterizza per la presenza di muffe verdi e di fermenti lattici; in fase di produzione, infatti, vengono aggiunte al latte le spore di penicillium.

Vari tipi di stagionatura

Come già accennato in precedenza, la stagionatura del formaggio, denominata anche maturazione, può essere di tre tipi:

1 – breve (fino a 30 giorni)

2 – media (fino a 6 mesi)

3 – lenta (oltre i 6 mesi)

La differenza di durata della stagionatura, lo ricordiamo, influisce sul sapore del formaggio, sul suo colore e sull’odore.

Formaggio e abbinamenti

Ciascun formaggio, in base al tipo di stagionatura e alle caratteristiche organolettiche, si differenzia dagli altri e, proprio per questo motivo, ognuno di essi necessita di differenti abbinamenti di vino, di frutta o di dolci, al fine di esaltarne le proprietà.

Il grana padano, ad esempio, può essere accompagnato dalla frutta succosa e fresca (uva, pere e kiwi), in quanto essa riesce a metterne in risalto il gusto deciso e la sapidità. Il grana è anche molto apprezzato con le noci.

Se si desidera approfondire l’argomento trattato, potrete consultare il seguente link: http://www.granapadano.it/.