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cibo biologico

I benefici di mangiare cibo biologico

Si parla sempre più spesso di biologico, legato soprattutto ai prodotti agricoli. Con questa dicitura si intende che, per la coltivazione di questi prodotti, si sono rispettati regolamenti precisi e non si sono utilizzati prodotti chimici, né organismi geneticamente modificati.
Sono molte le ragioni, quindi, per scegliere di mangiare biologico, e la Dottoressa Falcieri nutrizionista a Verona le illustra qui di seguito.
La prima è che molte ricerche hanno dimostrato che i cibi biologici sono più ricchi di nutrienti e che contengono maggior quantità di vitamina C, antiossidanti e minerali, calcio, ferro, cromo e magnesio, rispetto ad altro tipo di prodotti.
La seconda ragione è che i prodotti biologici sono liberi da neurotossine, che sono dannose per il cervello. Gli organofostati, un tipo di pesticidi, furono inventati durante la prima guerra mondiale per essere utilizzati come gas nervino. Quando non furono più necessari per l’uso bellico, vennero modificati e introdotti nell’agricoltura. Molti pesticidi, comunementi usati sono neurotossine, di cui i cibi biologici sono completamente privi.

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La colazione salata con i pancakes alle verdure

Tra tutti i Paesi europei (e forse oltre che in Europa) solo in Italia e in Francia si predilige una colazione dolce, a base di biscotti, croissant, cereali, latte, frutta, etc. In verità nel resto del mondo, eccettuati ovviamente i gusti personali, la maggioranza delle persone fa colazione con il “salato”: a parte il classico “Uova con bacon”, c’è chi si sbizzarrisce con formaggi, fagioli, pane insaporito al burro e…pancakes. Certo, conosciamo tutti i pancakes come quei dolcetti morbidi adorati dai bambini, che possono essere accompagnati da una salsa come sciroppo di acero o cioccolato. L’alternativa dei pancakes salati, con verdure e Grana Padano, invece è inedita ma da provare, se non a colazione magari per un brunch delle 11 del mattino. Ecco la ricetta.

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Il formaggio migliore del 2016? È norvegese e si chiama Kraftkar

No, non è italiano né tantomeno francese il formaggio che quest’anno si è aggiudicato il premio di “Miglior formaggio al mondo”, bensì norvegese. L’ambìto riconoscimento che ogni anno assegna il World Cheese Award, rassegna che si svolge nei Paesi Baschi (a San Sebastian Donostia, tra l’altro capitale europea della cultura 2016) per l’edizione 2016/2017 è infatti stato assegnato al Kraftkar, un erborinato simile al nostro Gorgonzola ma più secco ed aromatico. Il verdetto è stato unanime da parte di ben 266 giurati provenienti da ogni parte del mondo, tra cui anche l’Italia. La motivazione, invece, che ha fatto sbaragliare gli oltre 3 mila formaggi concorrenti, ha a che fare con le muffe, sviluppate in modo armonico e capaci di conferire un gusto rotondo e mai stancante.

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Formaggio stagionato: di cosa si tratta?

I formaggi stagionati sono quei prodotti caseari che, prima di essere messi in commercio, sono sottoposti a un periodo di stagionatura, durante il quale ha luogo la cosiddetta degradazione dei macronutrienti ad opera degli enzimi del latte e dei batteri naturalmente presenti o aggiunti durante il processo di produzione.

Le caratteristiche del formaggio stagionato

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Il formaggio stagionato, per quanto più calorico, risulta assai più digeribile di quello fresco, in quanto durante il periodo di stagionatura una certa quantità di grassi subisce il cosiddetto processo di lipolisi: non a caso essi sono consigliati dai nutrizionisti nei programmi alimentari sani ed equilibrati.

Varie tipologie di formaggio stagionato

Di seguito proponiamo una sintetica lista dei formaggi stagionati più famosi:

1 – grana padano e parmigiano reggiano: sono tra i più richiesti dai consumatori, i quali ne apprezzano l’estrema digeribilità e l’assenza di muffe. D’altra parte essi sono anche particolarmente indicati per favorire lo sviluppo dei bambini nei loro primi anni di vita.

2 – il pecorino, che si ottiene dal latte di pecora crudo e intero, è un formaggio stagionato già in uso in epoca preistorica. Oggi le varianti più apprezzate sono quella romana e quella sarda.

3 – il gorgonzola è un formaggio stagionato di origine lombarda che si ottiene dal latte intero di vacca. Un tempo denominato stracchino erborinato, il gorgonzola si caratterizza per la presenza di muffe verdi e di fermenti lattici; in fase di produzione, infatti, vengono aggiunte al latte le spore di penicillium.

Vari tipi di stagionatura

Come già accennato in precedenza, la stagionatura del formaggio, denominata anche maturazione, può essere di tre tipi:

1 – breve (fino a 30 giorni)

2 – media (fino a 6 mesi)

3 – lenta (oltre i 6 mesi)

La differenza di durata della stagionatura, lo ricordiamo, influisce sul sapore del formaggio, sul suo colore e sull’odore.

Formaggio e abbinamenti

Ciascun formaggio, in base al tipo di stagionatura e alle caratteristiche organolettiche, si differenzia dagli altri e, proprio per questo motivo, ognuno di essi necessita di differenti abbinamenti di vino, di frutta o di dolci, al fine di esaltarne le proprietà.

Il grana padano, ad esempio, può essere accompagnato dalla frutta succosa e fresca (uva, pere e kiwi), in quanto essa riesce a metterne in risalto il gusto deciso e la sapidità. Il grana è anche molto apprezzato con le noci.

Se si desidera approfondire l’argomento trattato, potrete consultare il seguente link: http://www.granapadano.it/.

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Il ritorno delle ricette di un tempo: gli gnocchi al formaggio Taleggio

Se c’è una cosa intimamente legata all’infanzia che ognuno si porta dentro, sia come ambiente che come sapori, quella è la cucina, con i suoi aromi ed i suoi piatti, magari preparati dalla nonna o dalla mamma. A novembre, poi, complice l’imminente freddo, è tutto un riempirsi di ricette con formaggio, sia per i primi piatti che per i secondi di carne o per gli antipasti, o ancora come piatti unici (non a caso le fondute sono tra i piatti più apprezzati in montagna). Una pietanza che certamente pochi potranno dire non essere legata ai loro ricordi, e che fa gola a tutti gli amanti del formaggio, è di sicuro quella degli gnocchi al Taleggio. Originaria della Lombardia, questa ricetta con formaggio ha subìto diverse varianti: c’è chi la prepara con il tuorlo d’uovo, chi unisce il Taleggio all’impasto di patate e spinaci, chi usa il Parmigiano Reggiano o chi, ancora, preferisce il Grana Padano. Noi qui vi proponiamo la ricetta più semplice, che però continuerà a farvi leccare i baffi (se li avete!) e, perché no, potrà essere portata in tavola anche in periodo di feste.

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Accessori originali per la cucina

Ami il cibo e la cucina è il tuo hobby? Adori preparare cene speciali per i tuoi amici? Hai un ristorante e sei alla ricerca di nuove idee per il tuo menù o di tecnologie all’avanguardia per la tua cucina? Decorfood Italy srl è la realtà che fa per te! Passione, amore per la cucina, continua ricerca e innovazione sono gli ingredienti con cui l’azienda opera nel settore, proponendo prodotti e soluzioni innovativi e di grande qualità.
Il fondatore è Fabio Tachella, uno chef rinomato e conosciuto in tutto il mondo, lui ha dato il via a questa realtà, indirizzando la propria vena creativa non solo verso la realizzazione di piatti di alta cucina, ma anche verso il mondo della cucina in generale.

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Nuova svolta per il Prosecco Spumante con il codice anti truffa

Il Prosecco diventa grande con un codice di nomenclatura

La Commissione Europa ha finalmente approvato la sigla di otto cifre (2204 1015) che identifica e tutela il Prosecco Spumante. Il suo crescente successo di vendita internazionale e mondiale ha portato a ricevere sempre più attenzioni da diversi anni, anche mediatiche. Per questo motivo è stato necessario apportare questa importante modifica che riuscirà a rendere il Prosecco più “grande”, con un codice autonomo che permetterà alle aziende di seguirlo in tutta Europa.
In questo modo i flussi commerciali saranno sempre sotto controllo in tempo reale, impedendo così anche le truffe. Infatti molte sono state le creazioni di “falsi prosecchi” inseriti poi nel commercio europeo, agevolando ancora una volta la contraffazione.
Si tratta, quindi, di un “codice di nomenclatura combinata” che entrerà in vigore dal primo gennaio 2017. Tutti i risultati sul commercio del Prosecco, saranno immediatamente concreti. Il codice di otto cifre non sarà una semplice identificazione in fattura o nei vari documenti, ma vestirà un ruolo molto prestigioso. Fino ad ora, nel continente Europeo, solo Asti e Champagne godevano di un codice proprio, a differenza del resto degli altri spumanti che sono identificati in modo del tutto generico come “altri vini spumanti Dop”.

I vantaggi del codice di otto cifre

Dal primo gennaio 2017 si aprirà una nuova strada per il Prosecco, che assumerà un ruolo decisamente più importante nel mondo del commercio europeo.

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Le migliori enoteche di Torino

Torino è una bellissima città italiana apprezzata per essere un gioiello curato e prezioso e per la sua vasta offerta culturale.

In questo articolo vogliamo condurvi tra le strade del capoluogo di regione piemontese alla scoperta delle sue migliori enoteche, luoghi magici ed accoglienti dove sorseggiare un bicchiere all’ombra della splendida Mole Antonelliana.

Iniziamo con l’Antica Entoeca del Borgo, un indirizzo storico della città in Via Monferrato. Rinomata per i suoi vini alla mescita offre inoltre un’ottima selezione di vini piemontesi italiani volti, con un’attenzione particolare ai piccoli produttori. Interessante anche la selezione di champagne e distillati.

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Le mille sfumature del vino Sangionvese

Il Sangiovese è forse il vitigno principale per la produzione dei vini rossi. Caratterizzato da grappoli compatti e di medie dimensioni e da tralci robusti, questa pianta è in grado di produrre vini di qualità molto variabili. Si fa infatti presto a dire Sangiovese! Dietro a questa parola si nascondono infinite sfumature di colore, olfatto e sapori in grado di essere anche diversissime tra loro. Un’uva infatti da sola non basta a fare il vino: terroir, clima, modalità di invecchiamento (legno o acciaio, barriques o botti, barriques nuove o d’annata?) e tempo, annata, fermentazione, periodo di vendemmia, sono tantissimi i fattori che possono dallo stesso ingrediente creare vini completamente diversi.

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Sangiovese: i migliori abbinamenti culinari

Nel corso dei secoli il vitigno del Sangiovese si è differenziato in molteplici varianti, motivo per cui risulta complesso dare una valutazione univoca del vino che se ne ricava. Vini rossi di media qualità convivono accanto a prodotti eccellenti come il Brunello di Montalcino, rinomato a livello mondiale per la pienezza del suo gusto, per la sua struttura e per la sua capacità d’invecchiamento.

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