MEGLIO UN UOVO OGGI…

novembre 3, 2010

 Le uova, una mia passione fin da bambino! Ecco alcuni indirizzi utili:

I MIGLIORI PRODUTTORI BIOLOGICI: 

-Claudio Olivero, Via Rigrasso 71, frazione Monasterolo, Savigliano (Cn) Tel. 0172 37 35 56 

-La Cascina di mezzo di Roberto Pirola, Via Martin Luther King Liscate (Mi) Tel. 39.02.95350372 

-Azienda Agricola Bargero di Martino Bargero e Costanza Poggi, Via Moneta 54 , Carbonate (Co) Tel 0331 833213 

-Azienda Agricola San Bartolomeo, Via Salvini 31 B, Roma Tel. 06 80 78 251 

-Azienda Agricola Casolari, Via casolari 76, Rignano sull’Arno (Fi), Tel. 055 83 05241

LE OSTERIE DOVE MANGIARE LE MIGLIORI SPECIALITA’ A BASE DI UOVA: 

-La Grangia, Via Trento ang. via Piazzetta 2, Settala (MI) Tel. 02 95 37 51 35: uova in camicia con salsa verde, frittelle di zucchine. 

-Dentella: via Dentella 25, Bracca (Bg) Tel. 0345 97 105: uova in tegamino con tartufi della Val Brembana. 

-U Locale: Via Dusmet 14, Buccheri (Sr) Tel. 0931 87 39 23 : piscirovu, omelette al pecorino a forma di pesce 

-La Tana degli Orsi, Via Roma 1, Pratovecchio (Ar) Tel.0575 58 33 77: versione aretina dell’acquacotta 

-Da Armando al Pantheon, salita De Crescenzi 31, Roma Tel. 06 68 80 30 34: stracciatella, uova con la Provatura. 

Costa 20 centesimi, è buono e nutriente e lo si può gustare in mille varianti facili da preparare anche per chi ha poca dimestichezza coi fornelli: all’ostrica o alla coque, bazzotto o all’occhio di bue, sodo o in camicia, strapazzato o in cocotte, l’uovo non delude mai, ma soprattutto è l’ingrediente indispensabile dei più comuni prodotti alimentari consumati quotidianamente: dalla pasta, ai prodotti da forno, dalle salse alle creme. 

Le uova sono un’ottima fonte proteica, oltre ad essere ricche di vitamine e sali minerali e di grassi per la maggior parte monoinsaturi e polinsaturi e dunque benefici per la salute. Oltre tutto queste deposizioni delle amiche galline hanno un indice di sazietà assai elevato e grazie al loro basso apporto di calorie ( circa 80 calorie per ogni uovo di media grandezza) sono particolarmente indicate nei regimi ipocalorici!

Stupiscono dunque i tanti luoghi comuni erronei a discapito di un alimento così prezioso: la convinzione che si tratti di un prodotto assai poco digeribile, per esempio, è del tutto infondata, considerando che il tempo di digestione di un uovo alla coque è di un’ora e mezza di contro a alle tre ore impiegate per una pasta in bianco e alle quattro ore per della carne arrosto. Altro preconcetto riguarda la presunta nocività per il fegato: a patto che non si soffra di calcolosi biliare, si può stare tranquilli, infatti l’uovo contiene notevoli dosi di colina e metionina due aminoacidi che proteggono il fegato.

 CURIOSITA’

 -Come riconoscere se un uovo è fresco? Il metodo della nonna, quello cioè di scuotere l’uovo e verificare che non si senta alcun rumore, è sempre valido. Altrimenti, disponendo di un bicchiere di acqua salata, la prova del nove della freschezza del prodotto sta nel suo adagiarsi orizzontalmente sul fondo!

- Le uova non vanno mai lavate con acqua, il che comporterebbe il rimuoversi della cuticola esterna e di conseguenza esporrebbe l’uovo al passaggio di microbi. Al più è concesso utilizzare uno spazzolino o un panno asciutto!

- Quante uova può deporre all’anno una gallina? Le galline comuni di campagna depongono dalle 80-100 uova all’anno a seconda dell’ambiente più o meno favorevole. Dato l’elevato fabbisogno , la produzione tramite allevamento razionale e selezione delle razze, ha permesso di raggiungere, per mezzo di galline ovaiole, la soglia delle 200/300 uova all’anno.


CENA D’AUTORE CON ACETO BALSAMICO!PADRONE DI CASA:Pietro d’Agostino

ottobre 14, 2010

Di colore bruno scuro, dal profumo penetrante e persistente e dal sapore inconfondibile, l’aceto balsamico ha una tradizione secolare che affonda nella notte dei tempi. Ancora non si conosce l’origine del sublime condimento: probabilmente, come tutti i prodotti più particolari, fu il frutto del caso!
Nell’antica cucina modenese si usava la saba, mosto d’uva cotto. Forse ne fu dimenticata una piccola quantità e, ritrovata dopo molto tempo, qualcuno deve averla assaggiata ed essersi accorto che il gusto dolce e agro poteva diventare un condimento delizioso per molti piatti. E così fu!
Questo aceto così particolare deriva, infatti, dalla fermentazione zuccherina e dalla successiva biossidazione acetica del mosto d’uva cotto il cui invecchiamento avviene entro botti di legno più o meno pregiato, per un lungo periodo di tempo, variabile a seconda della qualità di aceto, ma non mai inferiore a 12 anni.

Tre sono le tipologie riconosciute di aceto balsamico:
_ Aceto balsamico di modena Igp
_ Aceto balsamico tradizionale di reggio emilia Dop
_Aceto balsamico tradizionale di modena Dop

Le ultime due varietà elencate sono indubbiamente da annoverare tra le più nobili, le più rare e costose, dato il pluridecennale processo di affinamento. Nei casi in cui la decantazione raggiunga almeno i 25 anni, l’aceto tradizionale può vantare il titolo di extravecchio, trasformandosi in un vero e proprio capolavoro del gusto!

Interprete d’eccezione dell’agrodolce gusto balsamico dell’aceto è per noi il grande chef del ristorante La capinera, Pietro D’Agostino. Qui di seguito due sue eccezionali ricette…

Guancetta di vitellone di razza modicana brasata all’aceto balsamico e cioccolato speziato allo zenzero

 

400 g di guancetta di vitellone di razza modicana
50 g di cioccolato di Modica allo zenzero e zucchero Mascobado
5 cl di aceto balsamico
2 l di brodo vegetale
1 cipolla
1 costa di sedano verde
1 carota
2 patate
1 mazzetto di erbe aromatiche
1 g di polvere di cannella
olio extravergine di oliva
sale, pepe di Sichuan
 
Per guarnire:
4 patate di piccola dimensione cotte al vapore
10 g burro
1 mazzetto di timo serpillo
 
 
Procedimento:
Passate in pentola capiente sedano, carote e cipolla con poco olio di oliva lasciando appassire dolcemente. Aggiungete la carne e lasciate rosolare per 10 minuti. Bagnate con aceto e poi versate il resto degli ingredienti facendo cuocere a fuoco moderato per almeno 3 buone ore.
Appena cotta, estraetela dal liquido di cottura e frullate il tutto ottenendo un composto liscio, regolate di sale e accompagnate alla guancetta.  In accostamento si può servire della purea di zucca e delle verdurine croccanti.
 
 
Agnellino di fattoria con cipolline boretane all’aceto tradizionale di Modena

 

Ingredienti:
300 gr.  di lombata di agnellino nostrano senza costolette
1 carota
100 gr. cipolline boretane fresche
30 gr burro non salato
1 dl. Aceto balsamico di Modena
1 cipolla rossa
20 gr zucchero di canna mascobado
1 costa sedano verde
6 punte asparago verde
2 fette di lardo poco spesse
Fondo di agnello ricavato dalle sue ossa
Liquirizia in polvere
Sale & pepe q.b.
Olio di oliva extravergine q.b.
Brodo di carne q.b.
Odori vari
 
Procedimento:
 
Fate rosolare sedano, carote e cipolle tagliate in piccoli pezzettini con poco olio, avvolgete la carne con il lardo per renderla morbida e succulenta e lasciate rosolare con le verdure, finite in forno per 7 minuti.
Pelate e rosolate le cipolle con il burro, aggiustate di sale e pepe, aggiungete lo zucchero e l’aceto balsamico. Lasciate cuocere per 5/7 minuti.
 
Appena la carne sarà cotta lasciate riposare per qualche minuto e tagliatela a fette disponendola su un piatto. Accostate le cipolle accompagnate con le punte di asparago lessate e condite con olio e sale, salsate con il fondo dell’agnello e spolverate con la liquirizia in polvere la carne.

E per concludere in bellezza la cena un dessert… monumentale:


A PROPOSITO DI ZUCCHINE… UNA RICETTA RAPIDA E GUSTOSA!

settembre 22, 2010

Se è vero che la vita moderna è scandita da ritmi sempre più frenetici, è giunto il tempo di cancellare dal repertorio dei buoni vecchi proverbi il detto “In fretta e bene non sta insieme”… per lo meno in ambito gastronomico! Perché velocizzare la preparazione dei propri piatti non impedisce affatto la realizzazione di un menù ricco e gustoso.

Ne è esempio una ricetta preparata appositamente per voi e realizzabile in pochissimo tempo, senza nessun compromesso in fatto di gusto, naturalmente:  SPAGHETTI CON ZUCCHINE, RICOTTA FRESCA, MAGGIORANA E PINOLI TOSTATI.
A farla da padrone, la zucchina: il frutto immaturo di quella pianta erbacea annuale, la Cucurbita Pepo, originaria dell’America centro-meridionale ed entrata nell’alimentazione dei Paesi mediterranei solo dopo la scoperta del Nuovo Continente!
Quasi del tutto priva di calorie e assai ricca di acqua (oltre il 90% delsuo contenuto), la zucchina è un’alleata preziosa in caso di dieta. Povero di sale, questo frutto ha comprovate proprietà rinfrescanti e diuretiche oltre a contenere, seppure in quantità ridotte,vitamine B1, B2, C, PP, calcio e fosforo.

Le varietà di zucchine sono moltissime, in genere legate alla conformazione pedologica e climatica del territorio, e distinte in base a forma e colore.Tra le più comuni: 

-ZUCCHINA TROMBETTA (detta ancheGENOVESE). Dall’aspetto slanciato, tubolare e sottile con estremità leggermente rigonfie e polpa di color giallo pallido, tenera e compatta, per nulla acquosa.

-ZUCCHINA FIORENTINA. A forma di clava con buccia striata di colore verde chiaro/scuro. Raccolta e messa sul mercato con il fiore.

-ZUCCHINA PISANA.Variante della zucchina genovese, ha un colore verde scurocon puntinature più chiaro. Data la buona tenuta alla cottura , è indicata come ingrediente per minestroni.

-ZUCCHINA STRIATA D’ITALIA. Forma allungata, colore scuro con caratteristiche striature più chiare.

-ZUCCHINO SICILIANO. Vagamente piriforme e buccia molto pallida.

- ZUCCHINABIANCA TRIESTINA.Varietà tipica del clima arido e secco del Carso, è utilizzata in ricette di questo territorio come gulasch con zucchino,zuppadi farro e zucchino,zucchini impanati.

-TONDA DI NIZZA. Chiara, di forma sferica leggermente appiattita ai poli.Ottima per preparare zucchini ripieni ma anche risotti e fritti.

- TONDA DI PIACENZA.Simile alla nizzarda ma di colore scuro.

-SECHIO O ZUCCHINA CENTENARIA. Verde o avorio, a forma di pera con tanto di aculei spinosi sulla buccia.

- CROOKNECK. Dal frutto a collo d’oca e buccia gialla. 

A ciascuno la sua zucchina, dunque! Ce n’è davvero per tutti i gusti!!Un consiglio per la ricetta che segue? Preferibili le varietà dalle forme allungate! 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:

- 280 gr Spaghetti Garofalo

- 200gr Zucchine

- 200gr Ricotta fresca di pecora o capra o vaccina.

- 1 Cipollotto

- ½ Confezione di preparato per soffritto

- ½ Dado vegetale

- 14gr Pinoli

- 28gr Parmigiano grattuggiato

- Alcuni rametti di maggiorana fresca

-48 gr Olio extra vergine di oliva

- Sale e pepe di mulinello 

PROCEDIMENTO: 

1. Lavare e tagliare le zucchine in piccole rondelle

2. Mondare e affettare sottilmente i cipollotti

3. Far tostare i pinoli in forno o in padella

4. Tritare la maggiorana, aggiungerne metà alla ricotta e condire con olio, sale e pepe

5. Far appassire in pochissimo olio i cipollotti a fiamma dolcissima, aggiungere le zucchine e alzare il fuoco

6. Cuocere la pasta come di consueto

7. Scolare la pasta e conservare nell’acqua di cottura

8. Saltare la pasta con le zucchine aggiungere l’acqua di cottura, dell’olio per emulsionare ed infine il parmigiano, la maggiorana ed i pinoli

9. Decorare con la ricotta alla maggiorana e servire


IL CIOCCOLATO, UNA TENTAZIONE… SALUTARE!!

settembre 8, 2010

Eccomi, ricascato a distanza di una sola settimana nel vortice delle tentazioni golose.

D’altronde come resistere in queste giornate precocemente autunnali alla voglia di coccolarsi trascorrendo qualche tempo ai fornelli e preparando qualche delizia da assaporare tra le adorate pareti domestiche con il sottofondo rilassante della pioggia che cade… magari qualche dolcetto a base di cioccolato.

Perché il cioccolato, si sa, non è un puro e semplice peccato di gola, è davvero un dono del cielo (non per niente il termine in greco, theobroma, significa cibo degli dèi )…
Anzi per sconfiggere i vostri (e i miei) sensi di colpa, qui di seguito illustrerò alcuni degli inaspettati effetti benefici del cacao, troppo a lungo tacciato ingiustamente di essere un prodotto troppo ricco di calorie e grassi, legato a cattive abitudini alimentari, patologie e obesità.

Per cominciare, lo avrete notato certo anche voi, il cioccolato è di sicuro uno dei migliori antidoti al malumore, grazie all’alto contenuto di feniletilamina, la stessa sostanza chimica prodotta dal cervello quando ci si innamora. Gli effetti del resto sono gli stessi: battito cardiaco accelerato, aumento delle energie positive e voglia di vivere.
Gli effetti del buon vecchio e proibito cioccolato vanno però ben oltre gli ormai risaputi esiti antidepressivi. Recenti studi hanno dimostrato, infatti, che un consumo consapevole di cioccolato riduce l’ossidazione delle lipoproteine proteggendo dalle malattie cardiovascolari.
E non è finita qui: addirittura l’ingrediente più goloso di tutti i tempi, tanto prezioso da essere utilizzato quale moneta e merce di scambio dagli antichi Maya e dagli Atzechi, pare aumentare le capacità cognitive. Esperimenti compiuti sui topi avrebbero rivelato un aumento della capacità di attenzione e un incremento della memoria commisurato all’assunzione di cacao.
Se a questo aggungiamo la capacità di lenire i disturbi legati alla sindrome premestruale e sfatiamo una volta per tutte il falso mito di brufoli o sfoghi cutanei legati a un consumo eccessivo di cioccolato, prezioso alleato anzi del livello di idratazione della cute, non ci resta che abbandonarci alla nostra dolce tentazione e sbizzarrirci ai fornelli armati di cacao e tanto tanto buon umore!!

Tortino morbido al cioccolato con salsa alla vaniglia

INGREDIENTI : 240gr di cioccolato fondente
                                140gr di burro
                                4 uova 
                                80gr di zucchero semolato
                                15gr di fecola di patate
                                25gr di cacao

Per la crema:    3dl di latte
                               3 tuorli
                               50gr di zucchero semolato
                               mezza bustina di zucchero a velo
                               1 bacca di vaniglia
PROCEDIMENTO:

1 Far sciogliere il cioccolato a bagnomaria, unire il burro e mescolare fino ad ottenere un impasto liscio e omogeneo.
2 Con una frusta sbattere le uova con lo zucchero, la fecola e il cacao. Quando il tutto è amalgamato, aggiungere il cioccolato fuso.
3 Versare il tutto negli stampini e cuocere in forno 190° per 12mn.
Preparare la crema alla vaniglia facendo bollire il latte con la polpa di vaniglia.
4 Unire lo zucchero vanigliato e lasciare cuocere per 15mn.
5 Sbattere i tuorli con lo zucchero semolato finché diventeranno bianchi e spumosi.
6 Diluire con il latte, e rimettere di nuovo sul fuoco.
7 Spegnere poco prima che inizi a bollire e lasciare raffreddare.
8 Al momento di servire distribuire 2 cucchiai di crema sul fondo di piatti individuali, sfornare le tortine e servirle.


UN BUON RIENTRO TRA LEGGEREZZA E GUSTO

settembre 2, 2010

 

Settembre: eccoci tornate, chi al proprio lavoro, chi ai propri impegni quotidiani, tutte (o quasi, salvo le solite fortunate sempre graziate dalla natura) regolarmente appesantite da qualche chiletto di troppo accumulato durante le provvidenziali, quanto tentatrici vacanze. Ma settembre,ormai dovreste saperlo, è anche il mese dei buoni propositi: il mese in cui , cariche di energia positiva e ritemprate dai suggestivi ricordi dell’estate appena trascorsa ci ripromettiamo che quest’anno no, non ci ridurremo all’ultimo per giungere pronte alla prossima prova costume e ritrovare la nostra forma perfetta.

Ecco dunque una ricettina light per tenere fede ai buoni intenti di inizio anno… senza tuttavia rinunciare al gusto.

 

INSALATA DI PANZANELLA, FARRO, POMODORINI E SGOMBRI SOTT’OLIO

 Ingredienti per 4 persone:

140 g raffermo biscottato o friselle

60 g farro perlato

200 g pomodorini

200 g sgombri sott’olio sgocciolati

n.1 cipollotti freschi

50 g cetrioli

origano

50 g. Olio extra vergine d’oliva

Sale e pepe di mulinello 

Preparazione: 

1. Far bollire il farro perlato partendo da acqua fredda , aggiungere del sale, far raffreddare

2.Mondare e lavare i pomodorini, i cipollotti e i cetrioli

3.Tagliare a spicchi i pomodorini, affettare sottilmente i cetrioli e i cipollotti

4.Bagnare leggermente il pane

5.Comporre l’insalata incorporando tutti gli elementi e condire con olio, sale, pepe e origano

 


UNA VACANZA CONGUSTO

luglio 27, 2010

Dopo le fatiche di un anno di duro (ma soddisfacente) lavoro, ho deciso di concedermi anch’io una breve vacanza per fare il pieno di energia e tornare a Settembre più in forma che mai.
Ma non temete … per non lasciarvi a corto di idee stuzzicanti in queste giornate assolate e afose ho pensato a un regalino per voi: una scorta di ricette appetitose che rinfrescheranno le vostre vacanze e non vi faranno sentire troppo la mia mancanza!:) 

INSALATA DI RISO VENERE CON TONNO MARINATO E VELLUTATA ALLO ZAFFERANO
Chef Cristiano Gallo

 INGREDIENTI PER 6 PERSONE: 

450 g. Riso Venere
250 g. Tonno fresco
250 ml. Latte
250 ml. Panna fresca
N° 1 Scalogno
100 ml. Salsa di soya
20 ml. Succo di limone
2 Bustine di zafferano
Sale, pepe
100 ml. Olio extra vergine d’oliva
1 Mazzetto di erba cipollina 

PROCEDIMENTO: 

Tagliare il tonno a cubetti e metterlo a marinare con la soya e metà del succo di limone. Bollire il riso Venere e raffreddarlo con acqua fredda. Tritare lo scalogno. Rosolare la metà dello scalogno con metà dell’olio, aggiungere lo zafferano, tostare leggermente e bagnare con il latte e la panna; lasciare bollire per circa 10 minuti. Aggiustare di sapore. Conservare a temperatura ambiente. Condire il riso con il tonno, sale, pepe, scalogno tritato, olio e succo di limone. Lasciare insaporire per almeno 30 minuti. Disporre il riso sul piatto e completare condendo con la vellutata e cospargendo di erba cipollina tagliata finemente. 

CUCCHIAI AL LIMONE CON LAMPONI ALLO ZENZERO
Chef Vincenzo Cipolla 

INGREDIENTI PER 6 PERSONE:

Per il cremoso al limone  

2g di gelatina
185gr di uova 5n.
125gr di zucchero semolato
1dl di limone 6n.
200gr di burro
6grdi scorza di limone

Per i lamponi marinati allo zenzero 

140gr di zucchero semolato
1dl di acqua
8gr di zenzero grattugiato
200gr di lamponi

PROCEDIMENTO: 

Per il cremoso al limone

Mettere a bagno la gelatina in una ciotola con acqua fredda per 15 minuti, poi sgocciolarla e strizzarla.
Cuocere in una casseruola le uova, lo zucchero, il succo e la scorza di limone sbattendo con una frusta a mano fino alla temperatura di 82°c.
Levare dal fuoco, fare intiepidire e incorporare la gelatina strizzata facendola sciogliere; infine amalgamare, sempre sbattendo con la frusta a mano, il burro tagliato a dadini. Quando il burro sarà bene amalgamato versare la crema in una ciotola, coprire con pellicola per alimenti e lasciare riposare in frigo. 

Per i lamponi marinati allo zenzero 

Mettere lo zucchero e l’acqua in una casseruola, porre su fuoco basso e portare a ebollizione mescolando con un cucchiaio di legno; unire lo zenzero grattugiato, levare dal fuoco lo sciroppo e lasciarlo raffreddare.
Lavare i lamponi sotto l’acqua corrente, asciugarli, tagliarli a metà e unirli allo sciroppo freddo. Fare riposare per 2 ore. Prelevare il cremoso al limone dal frigorifero, eliminare la pellicola e metterlo in una tasca da pasticciere con bocchetta liscia. Disporre il tutto sui cucchiaini da dessert e completare con i lamponi e il loro sciroppo. 

A PRESTO!!!! BUONE VACANZE!!


GELATO ALLA CANNELLA ACCOMPAGNATO DA MELE SCIROPPATE AL PORTO

luglio 16, 2010

L’estate è esplosa e con essa un’irresistibile voglia di dessert freschi e leggeri. Cosa c’è di meglio di un buon gelato? Ingrediente imprescindibile di ogni estate che si rispetti, il gelato è un dolce refrigerio adatto in ogni momento di queste calde giornate di sole.Ecco come rendere originale le vostre merende e portate più dolci…

INGREDIENTI:

N° 5 Mele
500 ml. Porto
250 ml. Acqua
250 ml. Vino rosso
500 g. Zucchero
N° 1 Stecca di cannella
N° 1 Chiodo di garofano
N° 5 Grani di pepe nero
600 g. Gelato alla cannella 

PROCEDIMENTO: 

-Mettere a bollire il porto, l’acqua, il vino rosso, lo zucchero e le spezie.
-Pelare le mele, tagliarle in ottavi rimuovendo i semi.
-Cuocerle nello sciroppo bollente per circa 8-10 minuti.
-Scolarle e lasciarle raffreddare.
-Far ridurre lo sciroppo, quindi aggiungervi le mele.
-Disporre le mele in una coppetta, glassarle con lo sciroppo e ultimare con una quenelle di gelato alla cannella. 

A PROPOSITO DI CANNELLA, LO SAPEVATE CHE….

Questa spezia, originaria dello Sri Lanka, è un potente antisettico capace di eliminare batteri, funghi e virus, e particolarmente indicato per combattere il batterio dell’Eschiria Coli, che provoca infezioni all’apparato urinario, nonché il fungo Candida Albicans, nemico di tante donne.

In caso di tagli e piccole escoriazioni è possibile testarne i benefici, cospargendo le ferite con un po’ di cannella polverizzata, naturalmente, dopo aver deterso accuratamente la parte del corpo interessata.

E non è finita qui… questa droga asiatica dalle note proprietà aromatizzanti facilita la digestione perché favorisce la scissione dei grassi, oltre ad essere un valido aiuto in caso di malanni influenzali e un alleato contro irritazioni del cavo orofaringeo, quali gengiviti o stomatiti.

Degno di nota è anche il suo potere antiossidante e, udite udite, pare che nella tradizione popolare questa polverina rosso-bruna fosse ritenuta un potente afrodisiaco!


Una ricetta vegetariana davvero irresistibile: schiacciata di sfoglia con crema di melanzane, cipolla rossa e mele royal gala

luglio 5, 2010

  INTERVISTA CON LO CHEF FABIO CASTIGLIONI 

Quando e dove nasce lo chef Fabio Castiglioni?
Sono nato in una cittadina del Varesotto, nel 1970. 

Da cosa nasce la sua passione per la cucina?
Nessuna ragione scaturiente in particolare. Solo una passione innata per il mondo del food, che mi è sempre parso il settore ideale per dare libero sfogo alla mia fantasia e alla mia voglia di sperimentazione. 

Come compie i suoi primi passi nel mondo della ristorazione e dell’alta cucina?
Dopo il diploma all’Istituto Alberghiero Carlo Porta, ho avuto la fortuna di fare le mie prime esperienze come cuoco tra i fornelli dei migliori ristoranti della provincia di Varese e di Milano. Nella metropoli meneghina ho collaborato con diverse realtà del settore, dove ho avuto l’onore di lavorare con grandi chef della cucina italiana, ma soprattutto con Claudio Sadler.

Il suo maestro?
Il mio maestro ma soprattutto il mio ispiratore. Con Claudio ci siamo ritrovati a distanza di anni e insieme abbiamo collaborato alla realizzazione del nuovo menù del ristorante La galleria dell’aereoporto Malpensa: un progetto importante che mi ha dato grandi soddisfazioni. 

Quale consiglio darebbe a un giovane cuoco alle prime armi?
Certamente, a chiunque lavori in questo campo, consiglierei di aggiornarsi costantemente sulle tendenze ed evoluzioni del mondo del food e mantenersi professionalmente dinamico. Per un giovane chef credo inoltre sia oggi indispensabile viaggiare: conoscere paesi stranieri e loro tradizioni culinarie aiuta non solo ad aprire la mente e allargare le proprie vedute, ma è anche un’indubbia fonte di ispirazione. Assorbire le influenze di ogni cultura e farle proprie rielaborandole: è questo il consiglio che mi sento di dare. 

Come definirebbe la sua cucina?
Un connubio perfetto tra tradizione e innovazione, un accostamento ricercato di creatività e classicità. Amo rivisitare ricette antiche, a volte dimenticate, e prodigarmi in contaminazioni culinarie e culturali, la cui realizzazione implica spesso ricerche meticolose e complesse. La mia cucina è piuttosto rigorosa, una cucina pensata, ragionata. 

Il suo piatto preferito?
Il risotto, un must italiano. 

Una ricetta che consiglia agli amici vegetariani?
Schiacciata di sfoglia con crema di melanzane, cipolla rossa e mele royal gala, nata da una splendida collaborazione tra la scuola di cucina Congusto e Mele Val Venosta 

INGREDIENTI PER 4 PERSONE:  

400g pasta sfoglia stesa rettangolare
3 melanzane
Semi di sesamo
1 cipolla rossa
1 mela royal gala
Germogli di crescione
Foglie di menta
Sale
Pepe
1/2 uovo
olio extravergine di oliva
aceto balsamico
zucchero
miele 

PROCEDIMENTO:

  1. Preparare la riduzione di aceto balsamico facendolo bollire con il miele e lo zucchero fino a consistenza desiderata.
  2. Tagliare a fette le melanzane ed infornarle a 180 gradi per 20 minuti circa .
  3. Stendere la pasta sfoglia, bucarla e ricavarne dei rettangoli. Spennellare con il rosso dell’uovo e spolverare con il sesamo. Cuocere a 200 gradi per 12 minuti, comprimendo la pasta con un peso per non farla gonfiare.
  4. Pulire le melanzane e farle raffreddare. Montare con olio extra vergine, sale, foglie di menta e pepe in un mixer.
  5. Sbucciare le cipolle, lavarle in acqua fredda corrente, sbollentarle in acqua e sale e raffreddarle in acqua e ghiaccio.
  6. Condire bene le cipolle.
  7. Sistemare sul piatto la cialda di pasta, stendere la purea di melanzane, le foglie di cipolla e germogli. Affettare la mela sottile cruda. Condire con sale, pepe, olio extra e foglie di menta. Guarnire con la riduzione di aceto balsamico

 

 


VEGETARIANO? NO PROBLEM

giugno 28, 2010

Qualche tempo fa leggevo su Panorama un articolo di Carlo Rossella sulla sua esperienza di vegetariano costretto ad affrontare mille difficoltà pur di tener fede ai propri ideali e alla propria scelta alimentare.

Rossella lamentava il dramma di recarsi ad un qualsiasi ristorante, perché destinato a divenire l’incubo di ogni maître, e l’imbarazzo suscitato dalla sua presenza ad ogni cena ufficiale o privata a cui sia invitato, poiché, a sua detta, padrone di casa e commensali non amano chi si nutre di sola verdura (definizione forse un po’ limitativa di “vegetariano” da parte di un praticante della fede veg come lui) e la conclusione di un incontro a cena con amici o conoscenti è per lui da anni la stessa e ormai prevedibile: lettere di scuse e fiori alla padrona di casa per non aver assaggiato né i cannelloni al ragù, né i medaglioni di vitello col fegato d’oca! Per non parlare delle peripezie in cui è incorso nelle principali città europee per gustare un semplice piatto a base di verdure…

È certamente innegabile che vegetariani e vegani (anche se per questi ultimi si aprirebbe tutto un altro capitolo) spesso incontrino resistenze da parte di chi mangia carne: gli amici delle insalatine, carotine e peperoni non sono certo molto amati dai carnivori e spesso attirano gli sguardi sprezzanti dei buongustai. E però non posso far a meno di credere che quella del giornalista del famoso settimanale sia in fondo un’esagerazione…
Tanto più che essere vegetariani al giorno d’oggi non è poi così raro: solo a Milano l’esercito salutista e pacifista che acquista esclusivamente alimenti di origine vegetale, sani, biologici, spesso macrobiotici, è cresciuto del 20 %. Sempre più numerose sono le iniziative rivolte ai vegetariani: dalle conferenze, ai corsi di cucina, ai ristoranti veri e propri: è il caso del meneghino Centro Macrobiotico di Via Larga.
È nella metropoli lombarda che Pietro Leemann, eccezionale chef che interpreta ad alto livello i principi vegetariani, ha ottenuto una stella e molti riconoscimenti con il suo ristorante Joia.
L’orientamento verso questo tipo di alimentazione, più consapevole, forse anche più semplice e meno costosa, sembra anzi costituire un nuovo trend (non si sa se dettato da sincere scelte etiche o da mera moda): la clientela de La Sanagola, noto ristorante vegetariano,vegano, è nell’ultimo anno addirittura raddoppiata.

Questa tendenza non riguarda solo Milano: la cucina italiana, del resto, è una vera miniera di idee per gli amanti della dieta priva di carne e pesce. Una città particolarmente sensibile a questo genere di esigenze alimentari è sicuramente Catania, ove ristoratori e chef hanno saputo far fronte facilmente alle sempre più insistenti richieste di cucina vegetariana, e non solo in locali specializzati.
In italia questa nuova frontiera dell’alimentazione è a tal punto riconosciuta che poco tempo fa è stata persino avanzata una proposta di legge bipartisan per la tutela delle scelte alimentari vegetariane e vegane con l’obiettivo di garantire “il diritto alla scelta in tutti i luoghi pubblici o privati” a partire dalle mense scolastiche. Per non parlare della Festa Nazionale dei Vegetariani indetta ormai da 8 anni a questa parte… La passione vegetariana sembra aver fatto breccia persino nel jet set, che vanta innumerevoli veggies famosi da Jovanotti a Celentano, da Manuela Di Centa a Umberto Veronesi.

Trovo inoltre poco obiettivo il giudizio di Rossella in merito al “minaccioso odore di carne che imperversa nelle pricipali capitali europee”, specialmente perché il distratto giornalista include nella lista nera Londra! Apriti cielo! Vada per le città dell’est Europa, ma Londra? Come condannare quella che tanto spesso, e proprio dai diretti interessati, è stata definita “il paradiso vegetariano”? Una città dove in qualunque locale si entri è garantita un’opzione vegetariana e in cui non esiste menù che non riporti a fianco di qualche piatto la lettera V, vero e proprio semaforo verde per ogni vegetariano che si rispetti.

Un tempo Leonardo da Vinci profetizzò “Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto.” Che stia per giungere quel tempo?

Alla prossima, con un’originale ricetta dedicata a tutti gli amici vegetariani!


CHE MONDO SAREBBE SENZA BIRRA?!!

maggio 12, 2010

  Platone dichiarava che a inventarla dovesse essere stato un uomo saggio, Giulio Cesare la definiva “liquore nobile e potente”… Già gli antichi apprezzavano le qualità della birra: una delle bevande più amate di tutti i tempi!

La storia della birra coincide in pratica con quella della civiltà umana: essa è, infatti, una delle bevande più antiche prodotte dall’uomo, probabilmente databile al settimo millenio a.C.
La leggenda vuole che il processo di fermentazione fosse scoperto per puro caso, grazie alla sbadataggine di una donna che dimenticò un piatto di cereali all’aperto, sotto un acquazzone… La prima testimonianza della sua produzione si ha, tuttavia, presso i Sumeri. Proprio in Mesopotamia pare che parte della retribuzione dei lavoratori venisse corrisposta in birra e il valore del cosiddetto “pane liquido”(le materie prime erano le stesse per entrambi i prodotti, solo in proporzioni diverse) divenne tale che tra i Babilonesi, con il famosissimo “Codice di Hammurabi”, si impose la pena di morte per chi la annacquava (e come dar loro torto??!!). La tradizione birraria fu proseguita, poi, dagli Egizi, che ne migliorarono la tecnica affinandone il gusto e (senti,senti!) sembra che la stessa Cleopatra fosse un’amante del genere e ne facesse dono ai propri dèi. Perfino i Greci e i Romani, noti per la predilezione per il ben più nobile vino, vantavano noti sostenitori della birra: tra questi il governatore di Britannia, Agricola. Era, però, tra le popolazoni Germaniche e Celtiche che la bevanda scorreva davvero a fiumi. Nulla a che vedere, però, con la “nostra birra”!

Il tipo di produzione è, infatti, molto cambiata nel corso dei secoli: il luppolo, per esempio, iniziò ad essere usato solo nel lontano Ottocento… Ciò che è rimasto invariato è, invece, sicuramente la presenza pressoché universale della birra e la sua popolarità in ogni ceto sociale: fresca, dissetante, con il suo gusto rotondo, moderatamente amaro, la birra è uno di quei piaceri irrinunciabili, uno di quei riti che uniscono e regalano momenti di sana convivialità. Pare inoltre che bere birra abbia anche degli indubbi benefici: un consumo moderato della stessa avrebbe effetti positivi sullo stress e aiuterebbe a prevenire malattie cardiache, cancro, calchi renali, arteriosclerosi, oltre che essere un valido supporto alle ossa delle donne nella lotta contro l’osteoporosi. In più (udite, udite, donne di tutte le età) secondo un recente studio americano, qualche bicchiere di questo alcolico dorato contrasterebbe l’aumento di peso nel gentil sesso!

Non vorrei che il mio articolo fosse preso come un invito ad alzare il gomito… trattasi semmai di un’ utile forma di contro-informazione rispetto a quanti hanno troppo spesso denigrato un prodotto che annovera tra gli altri vantaggi, quello di sposarsi alla perfezione con il cibo, regalandogli un sapore e un gusto unico. Di qui l’iniziativa de La Guida de L’Espresso, “Ristoranti d’Italia 2010”, di premiare il miglior menù mediterraneo abbinato alla birra. Vincitore lo chef Congusto Pietro d’ Agostino, membro dei Jeunes Restaurateurs d’Europe, al cui ristorante “La capinera” di Taormina è stato assegnato il premio “Tavola della birra”direttamente dal direttore de Le Guide, Enzo Vizzari.

Se anche voi siete amanti della birra e desiderate gustarne i più originali abbinamenti con le più svariate pietanze, vi aspettiamo da Congusto: dalla partnership con Warsteiner nasce infatti un originale percorso di gusto dedicato alla birra e alle sue molteplici declinazioni.Vi lascio con un simpatico aforisma di Goethe: 

Conoscere i luoghi, vicino o lontani, non vale la pena, non è che teoria; saper dove meglio si spini la birra, è pratica vera, è geografia.

                                                                                                      Johann Wolfgang Goethe


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