UOMINI ALLA RISCOSSA: ANCHE AI FORNELLI!!!

maggio 31, 2011

Fino a qualche tempo fa “Regno delle donne”per antonomasia, anche la cucina, da sempre roccaforte dell’universo femminile, rischia oggi di essere assediata dalla dilagante passione per i fornelli di agguerriti uomini-chef.

Se fino a poco tempo vigeva la più classica spartizione dei compiti tale per cui il gentil sesso era solito occuparsi della casa, mentre il “sesso forte”trascorreva le proprie giornate fuori, lavorando, pare proprio che i tempi oggi siano cambiati! Negli ultimi anni si è registrata una vera inversione di tendenza: da un lato è aumentato notevolmente il numero di uomini, soprattutto giovani, che amano trascorrere il proprio tempo ai fornelli, anche a costo di rinunciare al sacrosanto ozio davanti alla tv o alla più classica lettura in poltrona in attesa che la cena sia servita, dall’altro le donne si sono emancipate, decidendo di dedicarsi anche alla carriera e non solo al focolare domestico. A conferma di quanto detto, un recente sondaggio del Phew Research Center (prestigioso Istituto di Ricerca negli States) secondo cui il 32% dei maschi degli Stati Uniti ama molto cucinare e un altro 26% non disprezza affatto la preparazione di pietanze e manicaretti. Situazione nettamente opposta rispetto a quanto emergeva dal famoso sondaggio Gallup del 1889, secondo cui soltanto il 25% degli uomini affermava di passare il tempo libero in cucina. Sia che lo facciano per passione sia per necessità, gli uomini che si accostano all’arte culinaria, si mostrano particolarmente creativi, amano sperimentare e ideare ricette originali e sfiziose. Per gran parte di loro la cucina è anche una vera e propria arma di seduzione… Addio al tradizionale mazzo di fiori o al galante invito al ristorante: il maschio moderno conquista la sua donna tra le padelle, in grembiule e cappello da chef, organizzandole un’intima cenetta tra le mura di casa.

Il profilo più comune dei giovani gourmant è quello di single, indicativamente tra i 25 e 45 anni, amanti della buona tavola e dei piaceri della vita.

E non è finita qui: il boom degli uomini che si muovono con abilità tra fornelli e pentole ha contribuito a trasformare gli arredi e gli accessori di cucina in banchi e oggetti high tech quasi professionali, ultimo culto della cucina maschile: c’è chi usa solo la pentola a tre strati, che unisce in sé dalla griglia alla cottura a vapore, e chi sfodera tutta la serie dei migliori coltelli tedeschi.

Del resto, bisogna ammetterlo i più grandi chef del mondo sono uomini. Ma niente paura donne, i vostri compagni non oseranno mai sottrarvi il primato dell’economia domestica: fornelli e padelle da pulire rimarranno comunque un vostro compito inderogabile!!

 

UNA RICETTA PER MASCHI CAPACI AI FORNELLI E NON

 

 

INSALATA DI GAMBERI E MELONE  

Ingredienti per 4 persone 

300 gr di gamberi
2 zucchine 
Mezzo melone
1 mango
1 cucchiaio di miele di acacia
2 cucchiai di salsa di soia
Semi di sesamo nero tostati
2 foglioline di menta

 Procedimento: 

Pulire i gamberi e farli marinare con succo di limone, olio extra vergine d’oliva, sale e pepe.
Tagliare a dadini le zucchine e farle sbollentare in acqua salata, scolarle ancora croccanti.
Fare delle palline con il mango e il melone avvalendosi di uno scavino.
Unire in una ciotola il mango il melone e le zucchine e condire con olio extra vergine d’oliva, sale, pepe, due cucchiai di salsa di soia e un cucchiaino di miele. Mescolare bene. Aggiungere due e tre foglioline di menta tritata fine.
Scolare i gamberi dalla marinata e tagliarli a dadini.
Prendere un coppa pasta e alternare la dadolata di mango zucchine e melone con i gamberi marinati. Fare due strati e terminare con i gamberi. Aggiungere un filo d’olio crudo, semi neri di sesamo tostati e pepe nero macinato al momento.

 

 

 

 

 

 

 

 


PROFESSIONE WEDDING: CONGUSTOMAG PRIMAVERA 2011

marzo 30, 2011

Ecco a voi il nuovissimo numero di CongustoMag. Questo mese uno speciale dedicato al Wedding e ad una professione sempre più di tendenza, quella del Wedding Planner. D’altronde quale stagione migliore della primavera per convolare a nozze? Tantissimi suggerimenti sulle nuove tendenze per la primavera estate, ma anche tante idee per un matrimonio eticamente corretto per futuri sposi attenti ad ambiente e problemi sociali.

Proseguono le interviste ai grandi chef del panorama nazionale e internazionale: questa volta abbiamo incontrato per voi il grande chef Sergio Mei, autore de La cucina italiana all’italiana. Torna anche l’appuntamento con la sezione ExtraGusto, sempre più ricca e interessante, e naturalmente con la rubrica PiaceriInCalendario per scoprire gli eventi più golosi in programma in tutta Italia nei prossimi mesi. Infine a chiusura di numero, l’incontro con la food blogger di Le mele al forno.

Il resto scopritelo da soli… basta un click!

http://www.issuu.com/congustomag/docs/02congustomagprimavera2011?mode=a_p


PICCOLI CHEF CRESCONO: CONGUSTOMAG

gennaio 13, 2011

Buon anno a tutti!!! In anteprima solo per voi il nuovo numero di Congustomag!
Con il nuovo anno, infatti, la rivista ufficiale del nostro network di scuole di cucina, nata nel novembre 2008, si regala una nuova veste, trasformandosi in un vero e proprio magazine sotto la guida del direttore Rocco Rossitto, affiancato da una redazione ricca di nomi di spicco del mondo del food.
Una rivista attenta alle nuove tendenze del mondo del food e del lifestyle ma anche alle novità del panorama culturale nazionale, nata con un obiettivo ambizioso: quello di rappresentare il buono e il bello dell’Italia, in poche parole il gusto!
Datele un occhio e diteci cosa ne pensate! Consigli e suggerimenti sono sempre ben accetti naturalmente;)

 

Per l’anteprima clicca qui:


CONSIGLI GOLOSI BY Pietro D’Agostino

ottobre 22, 2010

Lo chef originario di Taormina ci svela i suoi luoghi del cuore per il miglior shopping goloso:

La Cantina del Sole, enoteca di Giuseppe D’angelo. Corso Umberto 230 –98039 Taormina (ME)

- La Torinese dal 1936, bazar di ghiottonerie di Ninni Lo Re. CorsoUmberto 59 – 98039 Taormina (ME)

Azienda Antonino Caudullo, spaccio aziendale di dolci con pistacchio di Bronte. Viale Regina Margherita 132 – 95034 Bronte (CT)

Azienda Agricola Reitana, coltivazione di limone Interdonato e altri agrumi. Contrada Reitana – 98021 Aliterme (ME)

- Azienda Fratelli Rinaldi, coltivazione fave larghe di Leonforte. ViaCatania 74 – 94013 Leonforte (EN)

-Associazione produttori Fagiolo Badda di Polizzi, coltivazione fagioli“badda”. Via Garibaldi 13 – 98028 Polizzi Generosa (PA)

- Azienda Salvatore Vassallo, caseificio. Contrada Volpara – 92027 Licata(AG)

- Carpe diem, bottega che offre prodotti tipici siciliani, di alta qualità. Via Risorgimento – 98050 Santa Marina a Salina – Isola di Salina (ME)

- Conservittica Sammartano di Antonio Bevilacqua, azienda artigiana che lavora bottarga di tonno. Strada Comunale Madonna 4 – 91023 Favignana (TP)

-Asilat, allevamento di asini di Daniela Franchina. Contrada Miscarello-Aranci – 95010 Milo (CT)

- Rosalba Gallo, produzione aglio di Nubìa. Via Garibaldi 8 – ContradaNubia – 91027 Paceco (TP)

-  Giulio Gelardi, raccolta e distribuzione di manna, varietà Cannolo –Via Caduti in Guerra 27
90010 Pollina (PA)

Se vi capita di passare per queste favolose città siciliane non perdete occasione di fare tappa in questi luoghi!!


UN GRAZIE DA CONGUSTO e REEDGOURMET a tutti i partecipanti all’evento”Cioccolato per tutti i gusti: appuntamento esclusivo con lo chef FABRIZIO GALLA !”

ottobre 20, 2010


Un ringraziamento a tutti gli amici di Congusto che ieri hanno partecipato alla presentazione del volume edito da Reedgourmet “Virtuosismi sul cioccolato” alla presenza del suo autore, il grandissimo e pluripremiato chef pasticcere Fabrizio Galla. Per i non presenti qualche foto dell’evento!


CENA D’AUTORE CON ACETO BALSAMICO!PADRONE DI CASA:Pietro d’Agostino

ottobre 14, 2010

Di colore bruno scuro, dal profumo penetrante e persistente e dal sapore inconfondibile, l’aceto balsamico ha una tradizione secolare che affonda nella notte dei tempi. Ancora non si conosce l’origine del sublime condimento: probabilmente, come tutti i prodotti più particolari, fu il frutto del caso!
Nell’antica cucina modenese si usava la saba, mosto d’uva cotto. Forse ne fu dimenticata una piccola quantità e, ritrovata dopo molto tempo, qualcuno deve averla assaggiata ed essersi accorto che il gusto dolce e agro poteva diventare un condimento delizioso per molti piatti. E così fu!
Questo aceto così particolare deriva, infatti, dalla fermentazione zuccherina e dalla successiva biossidazione acetica del mosto d’uva cotto il cui invecchiamento avviene entro botti di legno più o meno pregiato, per un lungo periodo di tempo, variabile a seconda della qualità di aceto, ma non mai inferiore a 12 anni.

Tre sono le tipologie riconosciute di aceto balsamico:
_ Aceto balsamico di modena Igp
_ Aceto balsamico tradizionale di reggio emilia Dop
_Aceto balsamico tradizionale di modena Dop

Le ultime due varietà elencate sono indubbiamente da annoverare tra le più nobili, le più rare e costose, dato il pluridecennale processo di affinamento. Nei casi in cui la decantazione raggiunga almeno i 25 anni, l’aceto tradizionale può vantare il titolo di extravecchio, trasformandosi in un vero e proprio capolavoro del gusto!

Interprete d’eccezione dell’agrodolce gusto balsamico dell’aceto è per noi il grande chef del ristorante La capinera, Pietro D’Agostino. Qui di seguito due sue eccezionali ricette…

Guancetta di vitellone di razza modicana brasata all’aceto balsamico e cioccolato speziato allo zenzero

 

400 g di guancetta di vitellone di razza modicana
50 g di cioccolato di Modica allo zenzero e zucchero Mascobado
5 cl di aceto balsamico
2 l di brodo vegetale
1 cipolla
1 costa di sedano verde
1 carota
2 patate
1 mazzetto di erbe aromatiche
1 g di polvere di cannella
olio extravergine di oliva
sale, pepe di Sichuan
 
Per guarnire:
4 patate di piccola dimensione cotte al vapore
10 g burro
1 mazzetto di timo serpillo
 
 
Procedimento:
Passate in pentola capiente sedano, carote e cipolla con poco olio di oliva lasciando appassire dolcemente. Aggiungete la carne e lasciate rosolare per 10 minuti. Bagnate con aceto e poi versate il resto degli ingredienti facendo cuocere a fuoco moderato per almeno 3 buone ore.
Appena cotta, estraetela dal liquido di cottura e frullate il tutto ottenendo un composto liscio, regolate di sale e accompagnate alla guancetta.  In accostamento si può servire della purea di zucca e delle verdurine croccanti.
 
 
Agnellino di fattoria con cipolline boretane all’aceto tradizionale di Modena

 

Ingredienti:
300 gr.  di lombata di agnellino nostrano senza costolette
1 carota
100 gr. cipolline boretane fresche
30 gr burro non salato
1 dl. Aceto balsamico di Modena
1 cipolla rossa
20 gr zucchero di canna mascobado
1 costa sedano verde
6 punte asparago verde
2 fette di lardo poco spesse
Fondo di agnello ricavato dalle sue ossa
Liquirizia in polvere
Sale & pepe q.b.
Olio di oliva extravergine q.b.
Brodo di carne q.b.
Odori vari
 
Procedimento:
 
Fate rosolare sedano, carote e cipolle tagliate in piccoli pezzettini con poco olio, avvolgete la carne con il lardo per renderla morbida e succulenta e lasciate rosolare con le verdure, finite in forno per 7 minuti.
Pelate e rosolate le cipolle con il burro, aggiustate di sale e pepe, aggiungete lo zucchero e l’aceto balsamico. Lasciate cuocere per 5/7 minuti.
 
Appena la carne sarà cotta lasciate riposare per qualche minuto e tagliatela a fette disponendola su un piatto. Accostate le cipolle accompagnate con le punte di asparago lessate e condite con olio e sale, salsate con il fondo dell’agnello e spolverate con la liquirizia in polvere la carne.

E per concludere in bellezza la cena un dessert… monumentale:


PASSIONE AI FORNELLI!

ottobre 8, 2010

Potrebbe sembrare una delle tante trovate dell’ultima ora, invece la cooking therapy pare davvero assicurare risultati ottimi ed è assurta ormai a vera e propria moda, addirittura a Hollywood!

Nella mecca del cinema sono sempre più numerosi i divi e le star che hanno riscoperto il fascino di impastare, friggere e bollire in compagnia della propria dolce metà! Tra gli altri, nomi di spicco come la coppia Clooney- Canalis, Eva Longoria e il marito Tony Parker, ma anche le insospettabili Paris Hilton, che ha recentemente dichiarato che il suo segreto per tenersi stretto il fidanzato è racchiuso in cucina, e la trasgressiva Lady Gaga, che, dopo una brusca interruzione durata più di un anno, sembra aver riconquistato il proprio partner grazie alla comune passione culinaria!

Pettegolezzi a parte, cucinare insieme è davvero un momento unico capace di rinsaldare il legame di coppia e ridonare la felicità coniugale. Cucinare, manipolare ingredienti e cibi, ideare insieme piatti e decorazioni costituisce un vero e proprio strumento terapeutico: oltre a dare libero sfogo alla fantasia, stimola la complicità e, perché no, riaccende la passione, coinvolgendo i partners in un gioco di seduzioni che inebria tutti i sensi.

La cucina è un luogo magico ove riscoprire il piacere di stare insieme, di divertirsi, ridere, scherzare e magari scambiarsi delle coccole, cogliendo il pretesto di passarsi un ingrediente per sfiorarsi le mani. Preparare manicaretti insieme può aiutare inoltre i partners a conoscersi meglio e soprattutto a guadagnare maggior fiducia l’uno nell’altro, collaborando per un obiettivo comune.

Del resto il connubio cibo-eros è unodei più indissolubili della storia, e ogni storia d’amore che si rispetti in fondo è un po’come una ricetta i cui ingredienti debbono essere dosati e miscelati alla perfezione per assicurare il risultato migliore!

Anche Congusto propone Corsi di Cucina a 4 Mani. Scopri sul sito tutti gli appuntamenti con l’amore ai fornelli: http://www.congusto.it/compraonline/

Per ulteriori informazioni e iscrizioni : info@congusto.it


VEGETARIANO? NO PROBLEM

giugno 28, 2010

Qualche tempo fa leggevo su Panorama un articolo di Carlo Rossella sulla sua esperienza di vegetariano costretto ad affrontare mille difficoltà pur di tener fede ai propri ideali e alla propria scelta alimentare.

Rossella lamentava il dramma di recarsi ad un qualsiasi ristorante, perché destinato a divenire l’incubo di ogni maître, e l’imbarazzo suscitato dalla sua presenza ad ogni cena ufficiale o privata a cui sia invitato, poiché, a sua detta, padrone di casa e commensali non amano chi si nutre di sola verdura (definizione forse un po’ limitativa di “vegetariano” da parte di un praticante della fede veg come lui) e la conclusione di un incontro a cena con amici o conoscenti è per lui da anni la stessa e ormai prevedibile: lettere di scuse e fiori alla padrona di casa per non aver assaggiato né i cannelloni al ragù, né i medaglioni di vitello col fegato d’oca! Per non parlare delle peripezie in cui è incorso nelle principali città europee per gustare un semplice piatto a base di verdure…

È certamente innegabile che vegetariani e vegani (anche se per questi ultimi si aprirebbe tutto un altro capitolo) spesso incontrino resistenze da parte di chi mangia carne: gli amici delle insalatine, carotine e peperoni non sono certo molto amati dai carnivori e spesso attirano gli sguardi sprezzanti dei buongustai. E però non posso far a meno di credere che quella del giornalista del famoso settimanale sia in fondo un’esagerazione…
Tanto più che essere vegetariani al giorno d’oggi non è poi così raro: solo a Milano l’esercito salutista e pacifista che acquista esclusivamente alimenti di origine vegetale, sani, biologici, spesso macrobiotici, è cresciuto del 20 %. Sempre più numerose sono le iniziative rivolte ai vegetariani: dalle conferenze, ai corsi di cucina, ai ristoranti veri e propri: è il caso del meneghino Centro Macrobiotico di Via Larga.
È nella metropoli lombarda che Pietro Leemann, eccezionale chef che interpreta ad alto livello i principi vegetariani, ha ottenuto una stella e molti riconoscimenti con il suo ristorante Joia.
L’orientamento verso questo tipo di alimentazione, più consapevole, forse anche più semplice e meno costosa, sembra anzi costituire un nuovo trend (non si sa se dettato da sincere scelte etiche o da mera moda): la clientela de La Sanagola, noto ristorante vegetariano,vegano, è nell’ultimo anno addirittura raddoppiata.

Questa tendenza non riguarda solo Milano: la cucina italiana, del resto, è una vera miniera di idee per gli amanti della dieta priva di carne e pesce. Una città particolarmente sensibile a questo genere di esigenze alimentari è sicuramente Catania, ove ristoratori e chef hanno saputo far fronte facilmente alle sempre più insistenti richieste di cucina vegetariana, e non solo in locali specializzati.
In italia questa nuova frontiera dell’alimentazione è a tal punto riconosciuta che poco tempo fa è stata persino avanzata una proposta di legge bipartisan per la tutela delle scelte alimentari vegetariane e vegane con l’obiettivo di garantire “il diritto alla scelta in tutti i luoghi pubblici o privati” a partire dalle mense scolastiche. Per non parlare della Festa Nazionale dei Vegetariani indetta ormai da 8 anni a questa parte… La passione vegetariana sembra aver fatto breccia persino nel jet set, che vanta innumerevoli veggies famosi da Jovanotti a Celentano, da Manuela Di Centa a Umberto Veronesi.

Trovo inoltre poco obiettivo il giudizio di Rossella in merito al “minaccioso odore di carne che imperversa nelle pricipali capitali europee”, specialmente perché il distratto giornalista include nella lista nera Londra! Apriti cielo! Vada per le città dell’est Europa, ma Londra? Come condannare quella che tanto spesso, e proprio dai diretti interessati, è stata definita “il paradiso vegetariano”? Una città dove in qualunque locale si entri è garantita un’opzione vegetariana e in cui non esiste menù che non riporti a fianco di qualche piatto la lettera V, vero e proprio semaforo verde per ogni vegetariano che si rispetti.

Un tempo Leonardo da Vinci profetizzò “Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto.” Che stia per giungere quel tempo?

Alla prossima, con un’originale ricetta dedicata a tutti gli amici vegetariani!


Dopo la bufera mediatica, davvero scricchiola il futuro della cucina molecolare?

giugno 17, 2010

2^PUNTATA: I SOSTENITORI DELLA CUCINA MOLECOLARE

Sul fronte opposto, tra i fornelli degli chef innovatori, le misure adottate dal governo “a tutela della salute del consumatore”, hanno suscitato non poca amarezza, senza tuttavia scalfire le posizioni dei più convinti avanguardisti (per dovere di cronaca, però, occorre segnalare che il capofila spagnolo Ferran Adrià di recente ha chiuso il suo locale e si è preso una vacanza (di studio) di un paio d’ anni).

Ettore Bocchia, chef executive del Grand Hotel Villa Serbelloni di Bellagio e firmatario del “Manifesto della Cucina Molecolare Italiana”, nonché autore con il professor Davide Cassi di un libro sulla cucina molecolare e primo in Italia ad utilizzare l’ azoto liquido, appresa l’ordinanza del ministero, si è detto pronto ad autodenunciarsi perché eliminare l’azoto liquido significherebbe fare un notevole balzo indietro nella storia della cucina.

Emiliano Gusella ha reagito dichiarando che anche la nouvelle cuisine, nata in Francia nel 1973, suscitò scalpore, tutti, però, ne divennero presto seguaci.
Chi non ha battuto ciglio è stato Massimo Bottura, che si è anzi detto certo della alta qualità dei suoi piatti, delle materie prime e delle sostanze usate per cucinare, perché scelte da un attento studioso come lui, capace di affiancare alla preparazione dei più deliziosi manicaretti lo studio approfondito della materia molecolare, revisionando così i più classici metodi di cottura scoprendo nuovi sapori.

Di fronte a un tal caos, vi lascio con un semplice quesito: siete certi che il maggior pericolo si nasconda nella cucina molecolare? Davvero credete che chi fa ricerca e crea ad alto livello da decenni sia in grado di avvelenarvi?
Io mi preoccuperei piuttosto dei cuochi di basso livello che possono caso mai avvelenarti non avendo competenza in materia, ma soprattutto porrei attenzione ad un rischio ben più elevato: quello proveniente dalle industrie alimentari, che certamente fanno un ben più cospicuo e irresponsabile ricorso alla chimica, ai conservanti e ai coloranti.
E voi, cosa ne pensate?


Dopo la bufera mediatica, davvero scricchiola il futuro della cucina molecolare?

giugno 9, 2010

1^ PUNTATA- GLI AVVERSARI DELLA CUCINA MOLECOLARE
Dopo l’emanazione dell’ordinanza anti-additivi del Sottosegretario alla Salute, c’era da scommetterlo: Striscia la notizia ha agitato questo foglio di carta firmato Francesca Martini sotto il naso di milioni di telespettatori adulanti, gridando invano vittoria, i detrattori dei “cuochi d’artificio”hanno infierito, ripetendo, tronfi, “ve l’avevamo detto”…
Ma non è sempre oro quel che luccica, per capirlo basta percorrere a ritroso l’intero processo intentato alla cucina molecolare.
Dopo la chiusura per intossicazione di 40 clienti dell’inglese The Fat Duck, uno dei migliori ristoranti al mondo diretto da un vero e proprio guru della cucina avanguardistica internazionale, Heston Blumenthal (della serie anche le più brillanti stelle Michelin cadono), si è diffuso sempre più il sospetto che troppa fisica e chimica in cucina possano essere dannose.
Al grido di “Troppa scienza in quei piatti!”, sono insorti milioni e milioni di salutisti che mettono sotto accusa tutti gli additivi utilizzati per addensare, emulsionare, gelificare, rendere frizzante, imprigionare i sapori, dare viscosità, secondo fantasia. Sul banco degli imputati prodotti che, sull’onda del successo dell’indiscutibile genio di Ferran Adrià, sono sempre più in voga nelle cucine dei meno grandi (generando talora il dubbio, non ingiustificato, che sopperiscano alla mancanza di abilità tecnica): alginati, metilcellulosa, xantan, gellan…ecc.
In questo clima, reso ancor più incandescente dall’incessante tam-tam mediatico, non è certo stato risolutivo l’intervento dell’Onorevole Martini: l’ordinanza anti-addittivi è parsa infatti una sorta di bluff, una farsa in forma di decreto capace solo di suscitare lo sconcerto degli amici ristoratori (che chiedono spiegazioni in merito ad una legge piena di incongruenze che pare scritta apposta per essere incomprensibile) e di fomentare ulteriori polemiche, dividendo il mondo della gastronomia in due schieramenti opposti.
Da un lato, la grande maggioranza dei cultori della tradizione, riunita nella Federazione Italiana Cuochi, capeggiata da Paolo Caldana, ha dichiarato di condividere la campagna del Ministero della Salute, rinnegando la moderna cucina fatta di spume e destrutturazioni volta ad alterare l’estetica e il sapore dei cibi, danneggiando la reale natura della più sana e genuina cucina italiana.
Alcuni chef, come Gianfranco Vissani e il grande Gualtiero Marchesi, si sono affrettati a intervenire a margine della polemica, dichiarando di sicuro nocive quelle “diavolerie da apprendisti stregoni” indubbiamente inferiori alla loro arte culinaria. Non sono mancati neanche cuochetti invidiosi ( vedi il campano Rocco Iannone) pronti a sporgere denuncia nei confronti di grandi nomi della gastronomia (accusando addirittura di favoritismi EnzoVizzari) pur di guadagnare visibilità e sostenere la causa purista.
TO BE CONTINUED…


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