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grana padano

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Formaggio stagionato: di cosa si tratta?

I formaggi stagionati sono quei prodotti caseari che, prima di essere messi in commercio, sono sottoposti a un periodo di stagionatura, durante il quale ha luogo la cosiddetta degradazione dei macronutrienti ad opera degli enzimi del latte e dei batteri naturalmente presenti o aggiunti durante il processo di produzione.

Le caratteristiche del formaggio stagionato

formaggio-stagionato

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Il formaggio stagionato, per quanto più calorico, risulta assai più digeribile di quello fresco, in quanto durante il periodo di stagionatura una certa quantità di grassi subisce il cosiddetto processo di lipolisi: non a caso essi sono consigliati dai nutrizionisti nei programmi alimentari sani ed equilibrati.

Varie tipologie di formaggio stagionato

Di seguito proponiamo una sintetica lista dei formaggi stagionati più famosi:

1 – grana padano e parmigiano reggiano: sono tra i più richiesti dai consumatori, i quali ne apprezzano l’estrema digeribilità e l’assenza di muffe. D’altra parte essi sono anche particolarmente indicati per favorire lo sviluppo dei bambini nei loro primi anni di vita.

2 – il pecorino, che si ottiene dal latte di pecora crudo e intero, è un formaggio stagionato già in uso in epoca preistorica. Oggi le varianti più apprezzate sono quella romana e quella sarda.

3 – il gorgonzola è un formaggio stagionato di origine lombarda che si ottiene dal latte intero di vacca. Un tempo denominato stracchino erborinato, il gorgonzola si caratterizza per la presenza di muffe verdi e di fermenti lattici; in fase di produzione, infatti, vengono aggiunte al latte le spore di penicillium.

Vari tipi di stagionatura

Come già accennato in precedenza, la stagionatura del formaggio, denominata anche maturazione, può essere di tre tipi:

1 – breve (fino a 30 giorni)

2 – media (fino a 6 mesi)

3 – lenta (oltre i 6 mesi)

La differenza di durata della stagionatura, lo ricordiamo, influisce sul sapore del formaggio, sul suo colore e sull’odore.

Formaggio e abbinamenti

Ciascun formaggio, in base al tipo di stagionatura e alle caratteristiche organolettiche, si differenzia dagli altri e, proprio per questo motivo, ognuno di essi necessita di differenti abbinamenti di vino, di frutta o di dolci, al fine di esaltarne le proprietà.

Il grana padano, ad esempio, può essere accompagnato dalla frutta succosa e fresca (uva, pere e kiwi), in quanto essa riesce a metterne in risalto il gusto deciso e la sapidità. Il grana è anche molto apprezzato con le noci.

Se si desidera approfondire l’argomento trattato, potrete consultare il seguente link: http://www.granapadano.it/.

insalata di riso

Insalata di riso con verdure e grana padano

Mangiare con gusto e leggerezza in estate si può. Il caldo può portare inappetenza e allontanare soprattutto dal consumo di primi piatti. Ma anche nei mesi estivi possiamo assaporare ricette con pasta o riso che stuzzicano l’appetito, sono digeribili e forniscono al nostro organismo gli elementi necessari per restare in forma e salute.

Un piatto da provare è l’insalata di riso con verdure e scaglie di grana padano. Le verdure sono un importante alimento che non deve mancare nella dieta. Mangiare verdure di stagione dà numerosi vantaggi. Prima di tutto alla nostra salute. Infatti, il consumo di ortaggi di stagione garantisce che questi prodotti sono stati coltivati senza forzature. grana padanoC’è anche un risparmio economico perché sono eliminati i costi in più necessari per le verdure coltivate fuori stagione. Un altro ingrediente principale della nostra ricetta è il grana padano. Un formaggio buono e dalle eccellenti qualità nutrizionali. È ricco di sali minerali come iodio, fosforo e magnesio e di vitamine A, B2 e B12. Ha pochi grassi ed è privo di lattosio.

Per la nostra insalata utilizziamo la varietà di riso basmati. Questo tipo di riso è adatto per le insalate ed è molto digeribile. Privo di glutine, è anche indicato per i celiaci. Prima della cottura va fatto riposare per circa mezz’ora in acqua fredda, quindi va sciacquato sotto l’acqua, sempre fredda, per evitare che durante la cottura l’amido incolli i chicchi fra loro. Passiamo a elencare la nostra ricetta.

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